Page 94 - Quaderno 4-2016
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Parlare di donne vittime di violenza e di uomini maltrattanti vuol dire andare
         oltre la mera considerazione del fenomeno della violenza di genere come una
         “faccenda da donne219”. L’aggressività dell’uomo è parte di una efficace strategia
         per creare e mantenere potere e controllo sulla donna.
         Gli uomini violenti tendono a proiettare la responsabilità della violenza fuori da
         sé, dandone la colpa alla rabbia, allo stress, all’alcool, a una giornata storta o alle
         violenze subite nell’infanzia. Ovvio è che questi uomini, nel momento in cui
         arrivano a commettere violenza, diventano inevitabilmente vittime loro stessi di
         un malessere220. La negazione e la manipolazione sono comportamenti
         frequenti con cui i maltrattanti “difendono” la violenza commessa. Questo
         perché, come avremo modo di approfondire in seguito, questi uomini sono per lo
         più insicuri, ansiosi e tormentati da pensieri ossessivi sul tradimento.
         L’ultimo luogo comune connesso a questa forma di violenza è relativo
         all’idea secondo cui “alle donne che subiscono violenza piace essere picchiate,
         altrimenti se ne andrebbero di casa”: invece, la paura, la dipendenza economica,
         l’isolamento e la mancanza di un alloggio sono solo alcuni dei fattori che
         rendono difficili per le donne interrompere la violenza.
         I motivi che spingono una donna a non uscire allo scoperto sono tantissimi, e
         molto delicati: la paura per se stessa e per i suoi figli, la vergogna, la
         mancanza di mezzi economici, la riprovazione della famiglia o della comunità, e
         talvolta il senso di confusione e di smarrimento che seguono la violenza subita
         da un compagno o, peggio, da un familiare. Inoltre, la violenza sulle donne non è
         mai e poi mai giustificabile, né razionalmente né giuridicamente.
         Alla luce di quanto detto sino ad ora, la violenza di genere si presenta oggi più
         che mai come un fenomeno di cui è opportuno rendere pubblici i dati raccolti
         per far comprendere la gravità del fenomeno, perché soltanto quelle donne che

219 BETSOS MERZAGORA I., Uomini violenti. I partner abusanti e il loro trattamento, cit. p. 58.
220 Proprio per far fronte al disagio di cui soffrono questi uomini, dai primi anni Settanta si sono

   sviluppati in America numerosi Programmi e Centri di trattamento (ricordiamo Emerge a Boston,
   Armend a Denver e Duluth in Minnesota). Un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della sanità del
   2003 ne censisce la presenza in almeno trentasei paesi del mondo. In Italia, le Raccomandazioni del
   Consiglio d’Europa (2005) incoraggiavano programmi d’intervento con gli autori delle violenze. Il
   Centro di ascolto Uomini Maltrattanti (C.A.M) di Firenze si pone in linea con le attuali disposizioni
   europee ed internazionali, nonché con le Linea guida per lo sviluppo di standard per i programmi che
   operano con uomini perpetratori di violenza domestica.

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