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di vicinanza a una figura preferita, l’effetto “base sicura” e la protesta per la
separazione, sono riproposte nell’età adulta perché rappresentano una buona
chiave di lettura per interpretare alcuni rapporti malfunzionanti uomo-donna.
Parlare di emozioni vuol dire capire la loro natura relazionale, e il contesto
all’interno del quale nascono, si sviluppano e sono regolate. A trattare da vicino
questo tema è stato l’approccio psicodinamico che ha focalizzato il suo studio
sul modo in cui “il bambino costruisce e regola i propri sistemi emotivi
nell’interazione con i genitori206”. Secondo quest’approccio le competenze e le
capacità di regolare le emozioni sono considerate parti integranti del dominio
proprio dell’individuo ma anche, fortemente connesse all’ambiente all’interno
del quale l’uomo cresce e sviluppa la sua personalità. In conformità a questo, il
processo di regolazione delle emozioni si articola in due diverse fasi:
autoregolazione ed etero regolazione.
La prima fase, descritta come “la capacità dell’individuo di regolare i propri stati
affettivi, ovvero il tipo di emozioni e affetti207”, è orientata a provvedere alla
regolazione del proprio Sé e si presenta fin dalla nascita; il secondo processo
implica la competenza “che si costruisce nell’interazione con il caregiver e che si
struttura come la capacità di modificare la propria autoregolazione in base agli
stimoli provenienti dall’altro208”. Alla luce di quanto appena detto, le capacità
regolative non sono mai acquisite in toto perché si evolvono, e continuano a
modificarsi, durante tutto il ciclo vitale, guidando l’individuo nel costante
adattamento all’ambiente e alle relazioni con gli altri. Il punto da cui partire è la
distinzione che Velotti (2012) evidenzia tra la relazione di coppia e un qualsiasi
altro rapporto adulto-adulto, come ad esempio quello amicale. Le caratteristiche
che contraddistinguono questo specifico legame tra adulti sono: una simmetria
sentimentale tale per cui i partners dovrebbero, seppur ancora, purtroppo, solo
formalmente, essere percepiti sullo stesso piano; un coinvolgimento dei sentimenti
motivazionali volto a una trasmissione delle generazioni e infine, un particolare
tipo di amore che può, alle volte, sviluppare sentimenti di paura e rabbia.
206 VELOTTI P. (a cura di), Legami che fanno soffrire. Dinamica e trattamento delle relazioni di coppia violente, Il
Mulino, Bologna, 2012, p. 21.
207 VELOTTI P., op. cit., p. 21.
208 VELOTTI P., op. cit., p.22.
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