Page 96 - Quaderno 4-2016
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- La violenza fisica si distribuisce lungo un continuum di gravità che vede come
         categorie definite “la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o
         strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il
         tentativo di strangolamento, di soffocamento, l’ustione e la minaccia con armi”223. Essa è la
         violenza più visibile perché segna il corpo della donna.

      - La violenza sessuale invece consiste nel ledere la sessualità e l’intimità della
         donna, comprende tutte quelle situazione in cui la donna è costretta ad atti
         sessuali contro la sua volontà, “stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti
         sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività
         sessuali degradanti umilianti”224. Questo tipo di violenza è poco riconosciuta
         all’interno del matrimonio poiché è coperta dall’idea di “adempiere agli obblighi
         coniugali”, spesso si manifesta un consenso viziato da parte delle donne per
         paura di subire una violenza fisica, nella letteratura sul tema si è coniato il
         termine: stupro coniugale.

      - La violenza psicologica è la prima in ordine di apparizione, è la base sulla
         quale si manifestano gli altri tipi di violenza, è quella più invisibile agli occhi degli
         altri. Essa si concretizza in denigrazioni davanti ad altri: l’umiliazione della donna
         nella gestione dei figli, della casa, nell’aspetto fisico e nell’abbigliamento, il
         controllo dei comportamenti e il processo di isolamento con cui l’uomo cerca
         di limitare i contatti della donna con gli esterni e anche con la famiglia d’origine.

      Sempre nella categoria della violenza sessuale possiamo far rientrare il “date
rape” ovvero lo stupro da appuntamento, è la violenza che si realizza da parte di un
uomo che si sente legittimato ad avere rapporti sessuali con una donna, in quanto esce
con lei ed inizia a frequentarla, nonostante non ci sia il consenso della stessa. Si
concretizza in azioni come: costringere la donna a rapporti sessuali non voluti, obbligarla
a pratiche sessuali, a rapporti sessuali con terzi, a prostituzione.

      Possiamo considerare violenza psicologica la violenza a matrice religiosa, che è una
forma di maltrattamento che può verificarsi in coppie miste e si realizza sia quando non
si permette alla donna di esercitare le pratiche della propria fede religiosa sia nei casi
in cui si obbliga la compagna a seguire le tradizioni religiose del violento. Consiste nel

223 Ibidem.  - 94 -
224 Ibidem.
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