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coadiuvato da uno psichiatra, mentre resterebbe di stretta competenza del medico
legale il giudizio riguardante la presenza o meno di cause preesistenti in grado di
giustificare, da sole, la presenza di disturbi fisici che di solito risultano conseguenza
del mobbing, e la valutazione concernente un eventuale aggravamento di questi
disturbi preesistenti a causa di successivi eventi mobbizzanti. Tale tipo di
organizzazione sta prendendo sempre più piede per merito dell’efficienza degli
psicologi e psichiatri, le cui conoscenze sul tema permettono di evitare azzardi sulla
presenza dei parametri giuridici richiesti e sui dati raccolti, che dovranno essere
analizzati per un calcolo della tipologia e della quantità di danno da parte del medico
legale.

      Come precedentemente descritto, una enorme importanza è assunta in tema di
semeiotica medico-legale, la raccolta anamnestica e l’esame soggettivo del mobbizzato:
quest’ultimo dovrà essere svolto tramite rilievi clinici multidisciplinari che
richiedono differenziate conoscenze dato che in sede di esame possono emergere sia
patologie psichiche e psicosomatiche che patologie inerenti disordini psichiatrici.
Proprio in questa fase il medico legale ha la necessità dell’ausilio da parte di un
consulente psichiatra o, per quanto concerne il vasto capitolo delle malattie
psicosomatiche, di altro consulente specialista perché, con il consenso
dell’interessato, potrebbe avere bisogno di verificare attraverso esami clinici-
strumentali assai approfonditi, l’esistenza oggettiva, l’entità, l’epoca di comparsa di
possibili patologie afferenti a diverse branche della medicina. L’appoggio ad esperti
dei vari settori della medicina è previsto in funzione dell’analisi dei riflessi negativi di
dette patologie e il grado di compromissione psico-fisico della persona.

      È da sottolineare, inoltre, l’importanza della disamina della documentazione
sanitaria, che dovrà anche valutare se eventuali trattamenti sanitari abbiano o meno,
ed in quale misura, migliorato un quadro disfunzionale; la persona infatti potrebbe
non trarre beneficio da una determinata terapia in quanto mal condotta o perché
eccessivamente impegnativa, con evidenti riflessi sul piano valutativo finale.

      A seguito dell’analisi di questi dati, il medico legale dovrà definire la natura e
l’entità delle lesioni riportate dal soggetto, valutare la durata dell’ inabilità totale e
parziale, indicare la percentuale di invalidità permanente riscontrata, stimare le
eventuali ripercussioni del danno biologico sulla capacità lavorativa specifica del

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