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Conclusioni

      Il mobbing è una problematica di grande impatto all’interno del mondo del
lavoro in Italia. A differenza del resto d’Europa che, anche se con alcune difficoltà,
ha risposto con riforme puntuali al fine di arginare ed estirpare il fenomeno alla
radice il nostro Paese, a seguito di ostacoli giurisprudenziali e costituzionali ed
indugi politici, si è confermato in ritardo nel proporre ed attuare una precisa
disciplina che andasse da un lato a prevenire il problema, dall’altro ad istituire uno
strumento di contrasto preciso.

      A causa di questo vuoto legislativo, come avviene di consueto nel panorama
giuridico italiano, è stata la giurisprudenza, con l’ausilio di consulenti tecnici, a
definire, descrivere e circoscrivere il fenomeno garantendo, nonostante accesi
dibattiti e pronunce contrastanti, un’efficace tutela alle vittime per merito
dell’interpretazione estensiva di norme preesistenti, appoggiate da una coerente
lettura del disposto costituzionale, che attesta i diritti inviolabili dell’individuo sia
come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, nel caso di
specie, l’ambiente lavorativo.

      Il mobbing non è una malattia, ma la causa di possibili ripercussioni negative
sulla salute del lavoratore, diverse da caso a caso, sia per l’indefinita serie di azioni
che possono essere perpetrate nei confronti della vittima sia per la risposta reattiva
da parte dell’organismo colpito che risulta essere differente da persona a persona. In
un panorama così complesso, è d’obbligo la semplicità e l’accuratezza di una
definizione per regolare il fenomeno e, di conseguenza, riuscire a districarsi nella
fitta rete di falsi positivi che, se tutelati, porterebbero ad una eccessiva richiesta di
risarcimenti per ogni minimo conflitto che invece è, e deve essere, una momento di
crescita e di confronto fondamentale in un rapporto di lavoro sano. L’enunciazione
dei sette parametri di definizione del mobbing, sono la pietra d’angolo per una tutela
efficace ed effettiva, in assenza di uno specifico dettato normativo. L’esplicitazione
in una sentenza della Corte di Cassazione dei sette requisiti, teorizzati negli studi di
psicologi e medici legali nel nostro paese, i quali devono essere
contemporaneamente provati per riconoscere una condotta di mobbing è stato
basilare al fine di garantire una tutela uguale e giusta nei confronti delle vere vittime

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