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“Das sogenannte Böse”, descrisse il comportamento aggressivo tra individui della stessa
specie per escludere “rumorosamente” un membro del gruppo ritenuto di troppo.
Gli studi di Lorenz si interessavano al comportamento di alcune specie di uccelli
che, per difendersi da una invasione del territorio o da un pericolo, si compattavano,
attaccando in gruppo l’intruso e/o il contendente (per esempio un rapace) tramite
l’emissione di versi particolari, la formazione di volo o l’accerchiamento a terra,
respingendo l’avversario. Sempre in etologia, la definizione del termine fu ampliata per
descrivere un’aggressione impetuosa diretta a colpire, isolare, penalizzare un unico
membro del branco in modo che il gruppo possa mantenere la sua omogeneità,
espellendo il ‘non simile’ attraverso comportamenti di isolamento e lesivi.
Solo negli anni Ottanta, lo psicologo tedesco Heinz Leymann, emigrato in
Svezia, considerato il padre del mobbing e fautore delle prime ricerche in ambito
lavorativo, teorizzò il fenomeno secondo una accezione psicologica fondando di
fatto una nuova direzione di ricerca della Psicologia del Lavoro. Lo studioso colse
un’analogia tra l’aggressività degli uccelli e quella manifestata da certi dipendenti o
datori di lavoro nei confronti di altri impiegati, riprendendo il termine utilizzato da
Lorenz. Le sue analisi esaminarono comportamenti ed interazioni strutturate a
carattere aggressivo-distruttivo, messi in atto all’interno degli ambienti di lavoro da
parte di colleghi, superiori e sottoposti, che nel tempo incanalano la vittima in una
condizione insopportabile e disperata.
A conclusione delle sue indagini sul fenomeno, Leymann trasse quella che oggi
è riconosciuta come la definizione classica di mobbing: Il mobbing o terrore psicologico sul
posto di lavoro consiste in messaggi ostili e moralmente scorretti, diretti sistematicamente da uno o
più individui verso un solo individuo, il quale, a causa del perpetuarsi di tali azioni, viene posto e
mantenuto in una condizione di impotenza e incapacità a difendersi. Le azioni di mobbing si
verificano molto frequentemente e per un lungo periodo di tempo. A causa della frequenza elevata e
della lunga durata del componente ostile, questo maltrattamento produce uno stato di considerevole
sofferenza sul piano mentale, psicosomatico e sociale4.
Il primo testo sistematico, sia a livello scientifico che accademico, è stato
pubblicato dall’European Association of Work and Organization Psychology che, solo nel
1996, dedicò un numero intero della sua rivista al mobbing.
4 H. LEYMANN, The Content and Development of Mobbing at Work, EUROPEAN JOURNAL OF WORK
AND ORGANIZATIONAL PSYCHOLOGY, 1996.
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