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CAPITOLO 3 – LE CONSEGUENZE DELLA CONFUSIONE 69
servazione dei dati, agendo in modalità totalmente automatizzata. Tutte queste mi-
sure, pur rappresentando un importante elemento innovativo, non rappresentano
tuttavia il reale problema della ricchezza non registrata, dal momento che i controlli
effettuabili tramite gli stessi sono comunque irrisori, rispetto alle manifestazioni di
ricchezza dove le aziende non arrivano.
3.3. L’esigenza di coordinamento tra tassazione attraverso le aziende e attività va-
lutativa degli uffici
Il controllo del territorio da parte del Fisco sui 300 miliardi circa di sommerso, che
costituiscono circa il 17% del Pil7, appare talmente insufficiente che potremmo de-
finire il livello della ricchezza dichiarata addirittura miracoloso, certamente il frutto,
come abbiamo già avuto modo di dire, dell’ottima pressione mediatica esercitata
dalle istituzioni. La propaganda è importante, ma anche la presenza effettiva sul ter-
ritorio degli uffici tributari ne fa parte, in un circolo virtuoso, tra contenuti e comu-
nicazione, tipico delle scienze sociali. Se l’ufficio tributario si fa vedere, presidiando
il territorio, valutando pragmaticamente la ricchezza dove le aziende non arrivano,
il potere appare effettivo, diligente, capace di guadagnarsi credito con l’autorevo-
lezza della propria azione. Se si visitano venti contribuenti su cento, probabilmente
gli altri pagheranno spontaneamente cifre ragionevoli, senza quindi che si control-
lino tutti, ma dovendo essere piuttosto il controllo avvertito e riferirsi alla vera pa-
7 R. Lupi, Compendio, cit., p. 78.

