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CAPITOLO 3 – LE CONSEGUENZE DELLA CONFUSIONE 65
perché la ricchezza fiscalmente non registrata deve essere stimata per ordine di
grandezza. Solo così il controllo potrà essere sistematico, e la sua incidenza reale
effettiva, contribuendo con la sostanza all’effetto di annuncio della normativa.
3.2. Segue: la relativa utilità del nuovo sistema di monitoraggio dei dati finanziari
Il vero limite dell’Amministrazione finanziaria non consiste tanto, come si potrebbe
ritenere, nella mancanza di informazioni, quanto piuttosto nella difficoltà ad utiliz-
zarle in quella maniera sufficientemente sistematica da indurre i contribuenti a rive-
lare quote maggiori di ricchezza non determinata, e spesso tassata, attraverso le
organizzazioni aziendali, che sono i veri grandi esattori del sistema. Per molto
tempo, più che degli ostacoli formali all’utilizzazione dei dati bancari c’è stata infatti
la mancanza di informazioni sostanziali sulle banche ove i contribuenti intrattene-
vano i conti, con grottesche richieste del Fisco a tutte le banche italiane per sapere
se per caso un certo signore intrattenesse conti con alcune di esse. Una parte del
problema risiede nel fatto che ancora oggi si scrive molto a proposito delle disposi-
zioni legislative, e spesso anche delle proposte che le precedono, commentandone
solo successivamente i risultati e i significati. Si rischia in questo modo di perdere, in
un tale bombardamento informativo, i caratteri salienti degli istituti, i veri cambia-
menti rispetto al passato, nonché la sostanza delle stesse innovazioni. Pensiamo ad
esempio al numero di volte in cui è caduto il segreto bancario, a cominciare dal
19912, per continuare con una sentenza del 19923 che andava nel senso di una sua
2 Con la l. 30 dicembre 1991, n. 413.
3 Corte Cost. 18 febbraio 1992, n. 51.

