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CAPITOLO 2 – TENDENZE DI OPINIONE SULL’EVASIONE FISCALE E AUTORICICLAGGIO 60
prive di una spiegazione sociale d’insieme della determinazione dei tributi e, per
questo, non riescono a spiegarsi la tassazione attraverso le aziende e l’evasione. Na-
turalmente riescono a fare delle riflessioni sul tema, pur non riuscendo, in assenza
di studiosi sociali dedicati, a organizzarle in modo adeguato, anche ovviamente a
causa di una curva di attenzione modesta, dovuta ad una serie di altre priorità ri-
spetto a questo tema. Sono contrapposizioni facilmente eliminabili attraverso la
teoria della tassazione attraverso le aziende, con la comprensione sociale della ne-
cessità di un intervento valutativo degli Uffici tributari esattamente dove quelle con-
tabili delle grandi organizzazioni non riescono ad arrivare. Sono proprio queste atti-
vità ad aver bisogno, come dire, di un tutoraggio fiscale di credibilità economica,
sereno e diffuso sul territorio. Non servono in sostanza elucubrazioni normative o
attività di intelligence, per valutare serenamente l’ordine di grandezza dei ricavi di
piccole attività economiche in cui si trova la maggior parte della ricchezza non regi-
strata. Invece, l’idea della guerra, della lotta, della crociata contro imprecisati diso-
nesti finisce per bloccare tale circuito, prima di tutto perché il suo bilancio politico
in termini di consenso sarebbe fallimentare. Il consenso perduto presso gli auto-
nomi, benché meno numerosi, ma direttamente toccati, sarebbe infatti molto supe-
riore a quello conquistato presso i dipendenti, indirettamente interessati e anche in
buona parte capaci di valutare criticamente la situazione e i disservizi del settore
pubblico. Nemmeno sui dipendenti, infatti, la teoria sindacal-burocratica, secondo
cui il cattivo funzionamento della macchina pubblica dipende dai disonesti evasori,
fa presa più di tanto. Nessun intervento amministrativo di determinazione dei tributi
riuscirebbe ad essere adeguatamente sereno e sistematico, se impostato nei termini
suddetti di lotta contro i disonesti, perché si alimenterebbero infatti timori di negli-
genze e corruzioni, in un clima di sospetto interno agli Uffici e nei confronti delle

