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CAPITOLO 2 – TENDENZE DI OPINIONE SULL’EVASIONE FISCALE E AUTORICICLAGGIO 59

che soprattutto in tempo di crisi, come riportato dal primo Rapporto del contri-
buente del 2015, le aziende più sfortunate ma oneste chiudano, anche perché op-
presse dal Fisco, e debbano lasciare per strada decine, centinaia di lavoratori16. È
facile pensare come una gran parte di questi ex dipendenti, trovatasi da un giorno
all’altro con le mani in mano, tenti di aver fortuna inventando una propria attività,
magari piccola, ricercando, almeno nelle fasi iniziali, più risorse per sé, e per essa,
proprio nell’evasione da invisibilità al Fisco. Punzecchiando quindi in continuazione
le aziende, soggetti normalmente più che mai onesti, per raggiungere scarsi risultati
nell’aumento del gettito fiscale, si rischia di andare a creare una voragine proprio
laddove è più difficile operare, anche se sarebbe più che opportuno intervenire, ov-
vero l’evasione che non passa attraverso le aziende, portando la ricchezza non regi-
strata, che rappresentava il problema, ad essere invece la soluzione per molti.

2.10. L’attività valutativa degli Uffici come elemento realmente necessario per una
corretta e mirata determinazione della ricchezza non registrata

Possiamo quindi affermare come, in materia tributaria, la pubblica opinione italiana
si ritrovi tra l’incudine e il martello. Da una parte ci sono le divagazioni politico sociali
sull’utilità dei tributi e sulla qualità della spesa pubblica, che non competono ai tri-
butaristi come studiosi sociali, e dall’altra i tecnicismi professionali, destinati a una
interlocuzione tecnica con avvocati o commercialisti, ma non ad una interlocuzione
sociale con la classe dirigente e la pubblica opinione. Queste ultime restano quindi

16 V. Gennaro Morra, Fisco e imprese: un’azienda su due chiude dopo aver ricevuto una verifica fiscale. Dispo-
nibile su http://www.blastingnews.com.
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