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CAPITOLO 1 – IL RICICLAGGIO COME PRESENTAZIONE LECITA DI PROVENTI ILLECITI 29

riciclaggio, a differenza di quanto accade all’estero, a doverci far riflettere sull’op-
portunità dell’introduzione anche del reato di autoriciclaggio e, soprattutto, della
sua corretta formulazione ed applicazione.

1.11. La tendenza ad accostare la normativa antiriciclaggio a chissà quale fine an-
tievasivo, per la confusione emergente tra i due ambiti

La normativa succedutasi nel tempo in materia di antiriciclaggio, sia dal punto di
vista degli adempimenti da parte degli intermediari, che da quello penalistico, è
stata sempre più piegata, come abbiamo iniziato a vedere, a fini fiscali. I dibattiti
succedutisi nel tempo sul tema, in ragione della scarsa comprensione complessiva
del fenomeno tributario di cui andiamo a parlare, ha fatto sì che i due fenomeni
diventassero una cosa sola, dacché in certi articoli e in alcuni dibattiti parlare di lotta
al riciclaggio è ormai eguale a discutere di lotta all’evasione, come se questi ambiti
fossero sovrapposti, o due facce della stessa medaglia, senza accorgersi di quanto in
realtà l’evasione si discosti dalla realtà riciclatoria, non solo intersecandosi soltanto
ad essa, ma addirittura interessandola di striscio. Sembra ormai chiaro ed evidente
che il riciclaggio serva all’evasione soltanto per nascondere soldi ottenuti illecita-
mente. Sembra altrettanto palese e trasparente che un qualsiasi operatore finanzia-
rio possa andare a individuare, con chissà quale occhio magico, tutte quelle possibili
situazioni di probabile evasione, solo e soltanto perché trovatosi di fronte a movi-
mentazioni di somme, anche in contanti. Non si tiene in considerazione che un elet-
trauto possa versare dei contanti solo perché elettrauto, oppure che una lotta sul
piano penalistico all’evasione rischi di rendere la stessa ineffettiva perché inefficace.
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