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CAPITOLO 4 – LICEITA’ DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE DA CUI DERIVA L’EVASIONE 125

realtà qualsiasi forma di arricchimento, compreso quindi quello da mancato depau-
peramento4. Tutto ciò trova riscontro nel fatto, poi, che sia la stessa l. 186/2014,
quella cioè di introduzione della voluntary disclosure all’art. 1 e dell’autoriciclaggio
all’art. 3, a escludere la punibilità per l’autoriciclaggio, il riciclaggio o anche il reim-
piego che siano stati commessi in relazione a quei determinati delitti introdotti con
il d.lgs. 74/2000 che a loro volta, in caso di procedura di collaborazione, non vengono
puniti.

4.3. Il problema della confiscabilità dei proventi da evasione a conferma della dif-
ficoltosa individuazione degli stessi

La problematica riguardante l’individuazione del provento da evasione si è fatta sen-
tire anche in tema di confisca. È ormai data per assodata la possibilità che tale prov-
vedimento vada a colpire denaro differente da quello specificamente ricavato dal
delitto presupposto, e si evidenzia come quello specifico denaro, ottenuto in ma-
niera illecita, si confonda con il resto del patrimonio dell’agente una volta entrato a
far parte dello stesso. Ma, una volta appurato ciò, è affiorato il problema di capire
se tale tipo di misura fosse applicabile anche ai profitti dei reati tributari, ed in par-
ticolare nella forma della confisca per equivalente, giungendo talvolta a risposte af-
fermative. Proprio in tal senso le Sezioni Unite hanno sostenuto come la confisca di

4 Cass. Pen., Sez. II, 17 gennaio 2012, n. 6061, in Diritto Penale Tributario. Disponibile su http://www.dirittope-
naletributario.net.
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