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CAPITOLO 3 – LE CONSEGUENZE DELLA CONFUSIONE 97
un’aliquota impositiva bassa dovrebbe garantire entrate di un certo rilievo per le
casse erariali, pur non rappresentando ciò il reale obiettivo da perseguire, che in-
vece consiste nella determinazione della ricchezza. Di contro, sarebbe da valutare,
come detto, una riduzione del prelievo impositivo sugli strumenti di pagamento
tracciabili, limitando o eliminando ad esempio il bollo sugli estratti conto bancari e
delle carte di credito. Al riguardo, risulta molto interessante quanto rilevato da Carlo
Milani45 tramite uno studio condotto in diversi paesi, secondo il quale, a un aumento
dell’uso di contante, corrisponde una maggiore incidenza dell’economia sommersa.
E questo avviene maggiormente in Italia e Grecia46.
3.12. Il disallineamento tra riciclaggio ed evasione e necessità di un pacchetto di
misure antievasive appropriate
Il denaro non è un bene, ma uno strumento di misurazione degli impegni reciproci
all’interno di un gruppo sociale47, impegni di cui si rende garante l’autorità politica,
garantendo o impegnandosi essa stessa, indebitandosi se necessario verso la Banca
Centrale che emette moneta nel sistema, coi molti rischi di abuso connessi all’infla-
zione. Ma il potere politico, pur avendo alcuni margini di manovra, non è certo on-
nipotente, come sarebbe al contrario se potesse creare ricchezza dal nulla, e non
soltanto per immettere o drenare liquidità nel sistema, ma anche per subordinare
la circolazione di questi, come li abbiamo chiamati, opposti impegni reciproci, alla
45 Economista, data scientist, consulente indipendente su tematiche finanziarie e macroeconomiche, collabora
con primari istituti di ricerca economica italiani.
46 Carlo Milani, Relazione tra i prelievi di contante e attività sommersa. Disponibile su http://www.lavoce.info.
47 R. Lupi, Un riflesso tributario del <<signoraggio>>, in Pericolosità sociale, cit., p. 14.

