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CAPITOLO 3 – LE CONSEGUENZE DELLA CONFUSIONE 95
stessa, non consistente nel fare gettito quanto piuttosto nello scoraggiare compor-
tamenti come, ad esempio, l’utilizzo di contanti per pagamenti di un certo importo,
e incoraggiarne altri, tra cui l’utilizzo di canali tracciati per i pagamenti41.
3.11. Segue: l’importanza di un attento prelievo sul contante e della sua interse-
zione con ulteriori strumenti, ai fini della determinazione della ricchezza
Sembra che siano più i prelevamenti dei clienti a favorire l’evasione, che non i ver-
samenti degli autonomi che, versando in banca gli incassi, li rendono tracciabili,
esponendosi già in questo modo ai controlli del Fisco. I versamenti di contante, che
a certe condizioni è comunque opportuno monitorare a fini antiriciclaggio, sono per
lo più inoffensivi da un punto di vista invece fiscale, anzi potremmo dire addirittura
controproducenti per l’evasore, perché facilmente tracciabili. Occorrerebbe a que-
sto punto, come abbiamo appena detto, guardare più ai prelievi in contanti, effet-
tuati presso gli istituti di credito, che potrebbero facilmente gestire una piccola tas-
sazione disincentivante. Qualcuno ha obiettato che questo meccanismo penalizze-
rebbe le fasce di popolazione meno giovane e meno pronta alla tecnologia42, ma a
tal fine si potrebbe comunque lasciare una franchigia mensile di prelievo di contanti,
il cd. argent de poche43, che sia esente da tassazione per le spese minute, ad esem-
4c1iaDln. eSwtesv.aitn. ato, Spunti, cit., p. 18 e cfr. R. Lupi, Il lato oscuro della tassazione. Disponibile su http://www.so-
4d2iaVn.oM>>a,ss1i9m.ofeFbabmrauiolar2o0,1T5a.ssa sui contanti, perché non sarebbe servita a scovare gli evasori, <<il Fatto Quoti-
43 In italiano, paghetta.

