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CAPITOLO 3 – LE CONSEGUENZE DELLA CONFUSIONE 89
quanto prima sfruttatori e poi evasori, di mali nazionali che hanno invece altre
cause. Renzi ha quindi fatto bene ad aumentare il limite al contante, perché era di-
ventato un feticcio, un tentativo inefficace di usare impropriamente un presidio con-
tro la criminalità, essendoci dietro la tendenza culturale secondo la quale l’evasore
è colpevole dei mali dell’Italia, per cui altro non è che un nemico da sconfiggere. È
un buco nell’acqua, sono frasi da talk show. La cosiddetta grande evasione non gira
con i contanti, ma coi versamenti, e l’industriale non va certamente a versare in con-
tanti dei soldi non registrati, perché invece gira già tutto internamente al circuito
bancario, senza che ce ne si accorga, con un sistema in cui la società riceve la fattura
di un’altra società , la paga sul conto che la società le dice, senza che la banca possa
sapere chi sia il proprietario dell’altra società, facendo una distinta di bonifico, e
senza poter indagare se la fattura sia falsa, perché neanche la vede. La grande eva-
sione non si forma coi contanti, con essi va avanti l’evasione di massa del pasticcere
e dell’idraulico. Non la si può fermare con l’autoriciclaggio. L’evasione dell’industria-
lotto, che probabilmente c’è, gira già tutta dentro al circuito bancario, senza che ci
sia nemmeno il bisogno di andare a Panama, dove non sono comparsi, come ve-
dremo, industriali di sorta. Soprattutto chi fa esportazioni chiaramente, in parte,
triangola, e lo fa o con l’estero, o con soggetti deboli che poi spariscono. Bisogna
portare via i soldi all’organizzazione, e metterli in un contenitore che si controlli in
proprio o tramite un prestanome, o quindi inventandosi le società apri e chiudi, che
pompano costi, o quelle che pompano ricavi ai clienti, restando comunque tutto
tracciato. Poi il conto si chiude, se ne apre un altro, questa volta sì, a Panama, e tanti
saluti al Fisco.

