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CURIOSANDO NEL MUSEO DELL’ARMA
Nel «Fondo Cauvin» si trovano cinque
fogli interamente dattiloscritti che
costituiscono la traduzione dal tedesco
di un «diario» che un ufficiale austro-
ungarico tenne fra il giugno e il luglio 1915
successivamente verranno vergate, che “tradimento” è E un pensiero sacrilego sorge improvviso nel mio cervello.
il solo termine che egli riesce ad associare al nemico; Dio mi perdoni! Pensai per un momento di farmi prendere
indicativo e forse univoco quindi il sentimento che fu prigioniero per cercarla per tutta l’Italia, per passare
provato dal popolo ex alleato nei confronti della scelta ancora un’unica notte d’amore con lei. (…) Perché l’amore,
italiana, allorquando la neutralità si sciolse nello schie- che pure è un sentimento nobile, ci rende vili?».
ramento - a Londra, nell’aprile 1915 - con la Triplice «25 giugno. Splendida, divina notte di luna. Sporrer
Intesa. L’Italia, scrive dunque costui, è il paese che deve suonava la “Mondscheinsonate” di Beethoven. L’ultima
essere punito. volta che ho inteso questo pezzo è stato per mano di
Ma verrà dato relativamente poco spazio ai commenti Ilaria, a Rimini. Che cosa sarà successo di Lei? (…)».
di ordine politico-militare e ai giudizi morali espressi «29-30 giugno. Calma. Si preparano giornate calme.
sui propri commilitoni, che pure non godono di buona Siamo in pochi e abbiamo di fronte a noi tutto l’esercito
considerazione nell’ufficiale; i soli sentimenti che - in italiano. Non fa niente. Dio concederà la vittoria a colui
questa sede - verranno effettivamente riportati saranno che combatte per il diritto. (…) non si deve desiderare il
quelli di vendetta nei confronti dell’Italia e di amore paese degli altri. E’ contro il volere di Dio e Dio punisce
per una donna italiana. Oltre alla paura delle morte. colui che agisce contro la sua volontà. Ne abbiamo avuto
Alcuni passaggi: «7 giugno. Noi resistiamo malgrado il l’esempio con la spedizione in Serbia, volevamo conquistarla,
terribile fuoco di granate. (…) mi mancano 7 uomini. e Dio non l’ha permesso, perché ogni popolo ha il diritto
Morti o feriti gravi». di vivere libero».
«9 giugno. Due giorni senza rancio. La truppa si lagna. «1° luglio. (…) Di sera banchetto degli ufficiali. E’
Io li lascerei morire di fame, giacché soldati, che si fanno indegno com’è ingorda questa gente. Non pensano altro
ricacciare da quella banda, non sono degni di appartenere che a empirsi la pancia e ad ubriacarsi. L’eccezioni sono
al glorioso esercito austriaco. (…) Nessuno pensa all’onta rare anche fra gli ufficiali superiori. (…) ma dove sono i
di essere stati respinti dai banditi italiani». veri ufficiali? Zöllern voleva soddisfare anche i sensi, e,
«18 giugno. (…) Alle 19 arrivo a Mauthen. Banchetto, se non fossi stato presente io e non mi fossi intromesso,
serata di musica. Gli altri si ubriacano. L’alfiere Sporrer avrebbe violentato una fanciulla di 12 anni, sotto gli
suona meravigliosamente il piano. (…) Non posso di- occhi della madre. Come è vero che sono vivo, lo denuncio
menticare Ilaria (…). Dove sarà ora? Donna perfida e al comando di battaglione».
senza cuore. (…) E io piango nella notte come un bambino. «3 luglio. Arrivo a Devetachi. (…) l’artiglieria italiana
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