Page 64 - Notiziario Storico 2021-6
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CURIOSANDO NEL MUSEO DELL’ARMA
«9 luglio. Casi di colera. Non ci mancava altro. Che Dio La morte urla con voce di cannone. (…). Il numero
non sia più dalla nostra? (…) Gli italiani cercano i dei feriti è enorme. (…). Gli uomini sono istupiditi
nostri mortai 305, ma non riescono a colpirli, per quanto dallo spavento. Nessuno capisce più niente ed anch’io
gli artiglieri italiani sparino molto bene. Di sera entrano mi ritengo perduto. Si tremo dallo sgomento e dallo
in linea i bosniaci. Soldati valorosi e fedeli». [sic] terrore e non mi vergogno a scriverlo. Penso a
«15 luglio. Ho dormito malissimo. Ho un oscuro presen- mia madre che è a casa e non vorrei che non si fosse di-
timento che mi accadrà qualcosa di male? Mi sono visto chiarata la guerra alla Serbia. Eppure non sono un
nella bara pallido come un morto. Accanto a me erano vile! Ma non si resiste più. (…) E ci ritiriamo nella
mia madre e mia sorella. Mi baciavano e piangevano le dolina».
loro lagrime più roventi. Oggi mi succederà qualcosa. «18 luglio. Il cannoneggiamento si fece follemente
Ma sia pure la morte. Che cosa si può desiderare di violento nella notte. E’ finita pensai, e mi preparai a
meglio che dare la vita nel fiore degli anni per l’Imperatore morire da buon cristiano. Però morire così giovane! E
e la Patria?». senza confessione e senza la parola di consolazione
«16 luglio. Riceviamo l’avviso che ci sovrasta un attacco della fede, (…). Ah Italia, Dio punisca te, il tuo re, il
generale. (…)». tuo popolo traditore. (…)».
«17 luglio. Tremendo bombardamento sovrumano. (…). «19 luglio. Da impazzire! Morti, feriti, perdite enormi.
E’ finita! un macello senza esempio. Uno spaventevole
bagno di sangue. Il sangue scorre ovunque, e tutto al-
l’ingiro giacciono i morti e brandelli di cadaveri,
cosicché …». Qui lo scritto dell’ufficiale termina.
Ma la traduzione prosegue: «Aggiunta in ungherese:
“Ho trovato questo taccuino sull’altipiano di Do-
berdò in mano ad un ufficiale morto. Che Dio lo
benedica”. 29 Luglio 1915». Dunque, questo
ufficiale del II Battaglione 46° Fanteria au-
stro-ungarico, innamorato di una donna ita-
liana, muore mentre scrive, il 19 luglio 1915.
Dieci giorni dopo un soldato del I° Reggi-
mento Honved (appartenente quindi al-
l’esercito unghere-
se) raccoglierà il
suo diario. Quasi
un anno dopo, il
29 giugno 1916,
questo soldato
verrà fatto pri-
gioniero dagli ita-
liani sul San Mi-
chele e, fra le sue
carte, il taccuino
STRALCIO DI UNA
PAGINA INTERNA DEL del giovane uffi-
DIARIO DI GUERRA ciale austriaco.

