Page 60 - Notiziario Storico 2021-6
P. 60

CURIOSANDO NEL MUSEO DELL’ARMA













            nella  fanteria  serba,  partecipò  ai  combattimenti  e  fu  il  pensiero  politico  del  generale  -  forse  anche  in
            ferita in modo grave e per questo decorata per il suo   quanto membro dell’esercito - possa aver abbracciato
            coraggio. Ma se le donne non si videro riconosciuto un  presumibilmente (giacché il fondo non fornisce alcuna
            ruolo “militare” almeno in Italia, non pochi dovevano   prova in questa direzione) i principi della destra più
            essere gli uomini, un po’ su tutti i fronti, che da donna  benpensante e moralista, il che porta a ritenere che
            si travestirono per sfuggire alla guerra; è questo il caso  Cauvin  segua  le  vicende  fiumane  con  gli  occhi  di
            di una immagine che Cauvin conserverà e che raffigura   colui che è, per mestiere, abituato a indagare.
            un  «serbo  ribelle» che,  sotto  le  spoglie  di  una  donna,  Questo atteggiamento quindi confermerebbe nuova-
            viene catturato da un «Brigadiere di Gendarmeria Au-    mente la sua tendenza a conservare per non dimenticare,
            stro-ungarico».                                         a raccogliere documenti e informazioni cui egli sembra
            Caricature e vignette satiriche, manifesti, volantini e  attribuire  fondamentale  importanza  per  la  custodia
            cartoline di propaganda italiani, ma anche austro-un-   della memoria; è come se egli intenda contribuire a
            garici, tedeschi e inglesi. La dannunziana impresa di   lasciare strumenti di accesso al ricordo e in esclusivo
            Fiume,  per  molti  aspetti,  è  stato  un  evento  unico,  suo omaggio.
            qualcosa che ha suscitato interesse, passioni, disprezzo,
            reazioni politiche e sociali e culturali. Per qualcuno
            una vicenda da condannare e combattere a ogni costo,
            per altri un progetto attraente, quasi una fascinazione.
            Il Generale Cauvin, le cui dimissioni avranno effetto
            dal 25 agosto 1919 (Gabriele D’Annunzio partirà da
            Ronchi il 12 settembre successivo), riceverà presso la
            propria abitazione i numeri del Bollettino Ufficiale di
            Fiume e i resoconti dell’Ufficio stampa del Comando
            di Fiume, Delegazione di Roma, che aveva sede in via
            Condotti al numero 85.
            Su di essi non una sottolineatura da parte sua, non un
            segno  che  evidenzi  passaggi  particolari  di  quanto
            queste pubblicazioni riportino; la sola loro conservazione;
            è evidente che il generale rientra fra la categoria di
            persone che guardano a Fiume quantomeno con inte-
            resse;  che  poi  questo  interesse  sia  da  leggersi  come
            “preoccupazione” da parte di un militare o come invece
            “fascinazione” non è dato saperlo. Nulla, si ribadisce,
            porta in una direzione né nell’altra. Certo la conser-
            vazione dei bollettini e dei volantini lanciati su Vienna
            porterebbero  a  concludere  che  Cauvin  fosse  della
            partita di coloro i quali abbiano visto in Fiume una
            prima (e unica) “riscossa” rispetto a quanto la Conferenza
            di  Versailles  aveva  sancito  per  l’Italia  e  per  il  resto                                 UNA PAGINA INTERNA
            d’Europa. Ma di contro, vale altrettanto l’ipotesi che                                          DEL DIARIO DI GUERRA



            60 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI
   55   56   57   58   59   60   61   62   63   64   65