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siliaria), Vicebrigadiere Gaetano Elisena, Maresciallo Francario e Di Jorio, nonchè il Brigadiere Votto. Erano
Maggiore Giuseppe Rizzo, Maresciallo Maggiore Luigi presenti il Maggiore Ugo de Carolis, Capo di Stato
Grimaldi, Vicebrigadiere Petronilla Di Girolamo, Vice- Maggiore della «Banda», e il Capitano Aversa, che rias-
brigadiere Gaetano Ingrassia e Maresciallo d’alloggio Pie- sumeva i compiti di ciascun reparto, raccomandando di
tro Palmas. Essi meritano di essere ricordati perché furono tenere gli uomini a disposizione e di rimuovere le armi
i primi ad accorrere con generoso entusiasmo e sprezzo del dai nascondigli per entrare in azione da un momento
pericolo. Con essi vogliamo ricordare, senza nominarli, i all’altro. Occorreva procedere subito all’occupazione de-
militari di ogni grado uniti nel mantenersi aggrappati gli obiettivi, all’arrivo degli alleati. Veniva stabilita anche
alla speranza di uscire dalla clandestinità, di respirare aria la parola d’ordine: «Il vino bianco arriva oggi», che si-
di libertà, di poter rivedere l’Arma ricostituita ed operante gnificava procedere all’occupazione degli obiettivi entro
al servizio dei cittadini e della Patria ancora e sempre ita- un’ora senza far affidamento su quelli della Guardia di
liana. Costretti nei primi mesi a vendere scarpe, vestiario, Finanza. Oppure «Il vino rosso arriva domani» ed in
le poche cose care rimaste, per vivere furono costretti talvolta questo caso l’occupazione degli obiettivi doveva effet-
a mendicare cibo e a cercare in campagna la famosa «mi- tuarsi a dieci ore di distanza dall’emanazione dell’ordine
sticanza» per non deperire oltre ogni tollerabilità. Molti con l’ausilio dei finanzieri. Avveniva poi che una giusta
furono aiutati da amici, benefattori e dal patriottico popolo e logica cautela salva fortunatamente la vita al nostro
romano. Si barattarono scarpe e stivali con farina, pasta; protagonista, come avrebbe scritto dopo quarant’anni:
fedi e orologi con salumi. (….) Si riuniscono nei posti più “Al termine del rapporto, Aversa e de Carolis devono recarsi
disparati per prendere ordini, per dare od avere notizie, dal Tenente Colonnello Frignani per metterlo al corrente
per sollecitare aiuti concreti per il personale oramai in serie di quanto è stato stabilito nella riunione. Insieme ai due
difficoltà e per sperare insieme di vedere il giorno della li- ufficiali deve andare anche il Tenente Boldoni che è preoc-
bertà. (…) Il nostro protagonista per meglio operare ed in cupato perché sarebbe giunto con notevole ritardo al posto
lotta con il tempo i mesi trascorrevano e la situazione eco- di lavoro ove la sua attività aveva già sollevato dubbi in
nomica si aggravava riesce ad entrare nell’Annona con un solerte e poco patriottico funzionario. Presentandosi al-
false generalità. L’Annona (approvvigionamento e con- cune ore dopo avrebbe aggravato la sua posizione. Il Mag-
trollo dei generi alimentari) in quel periodo era diventata giore de Carolis aderisce alla richiesta e con Aversa si reca
uno dei centri dell’attività patriottica. (…) Con una tessera alle 11 in via G. Battista de Rossi n. 20 ove vengono cat-
da guardia giurata e con una fascia gialla e rossa, indossata turati dai tedeschi. Il destino è benevolo con il nostro prota-
nei momenti critici, «A. Bozzi» raggiunge il posto di lavoro gonista che salva la vita ancora una volta ...Al Maggiore
che gli permette notevole copertura. Al mercato, alle spalle de Carolis spesso va il pensiero riconoscente! Infatti se invece
di Porta Pia, al mattino controlla i generi, ma soprattutto di autorizzarlo avesse insistito, una tomba in più alle «Ar-
riceve molti dei militari che chiedono ordini o aiuti.”. deatine» avrebbe accolto le sue ossa ...”.
Proprio il 23 gennaio, la Gestapo arrestava il Tenente
SALVO PER MIRACOLO Colonnello Frignani, il Maggiore de Carolis e il Ca-
Solo il 22 gennaio 1944, alle 2 della notte, aveva inizio pitano Aversa. Il 25 gennaio i poliziotti italiani arre-
la sbarco degli Alleati ad Anzio e Nettuno. A Roma, stavano il Colonnello Giuseppe Cordero Lanza di
l’attesa dell’arrivo degli americani cresce ogni giorno di Montezemolo, che veniva subito consegnato alle SS.
più, così come la violenza dei nazisti, che cercavano di Saranno tutti fucilati alle Fosse Ardeatine a circa due
stanare i partigiani. I combattenti clandestini a Roma chilometri da Porta San Sebastiano il 24 marzo 1944,
limitavano al massimo gli incontri per timore di essere quando, in circa 5 ore, venivano uccisi 335 italiani con
scoperti ed arrestati. Alle 6 del mattino del 23 gennaio, un colpo d’arma da fuoco alla nuca. Tra loro vi erano
in un’abitazione in via Aureliana 23 si riunivano in gran anche 12 carabinieri che erano prigionieri nel carcere
segreto i Tenenti Imbellone, Basignani, Filippi, Cassa- di via Tasso. Erano militari che il nostro giovane pro-
nese, Grassini, il Sottotenente Boldoni, i Marescialli tagonista ben conosceva.
18 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI

