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PAGINE DI STORIA




                   pRotagonista deLLa gueRRa
                       di LibeRazione a Roma

            Sebbene fosse rientrato, ferito, in Italia a febbraio del  zano. Riesce a collegarsi con i Tenenti Taddei, Basignani e
            1943 il Sottotenente Attilio Boldoni, dopo un ricovero  Cassanese e con il suo Capitano Raffaele Aversa.”. Proprio
            in ospedale di tre mesi, riusciva a ritornare in servizio il  il suo diretto superiore diceva: “Siamo rimasti solo noi
            3 maggio 1943. Era forte la voglia di ritornare operativo  Carabinieri a fronteggiare gli eccessi dei tedeschi ai danni
            per  il  giovane  ufficiale  che,  con  decorrenza  1°  luglio  della popolazione che abbiamo il dovere di proteggere anche
            1943, veniva trasferito a comandare la Tenenza di Roma  se non ci sono stati impartiti specifici ordini. Per questo,
            Parioli. Avrebbe formalmente comandato quel reparto     nessuno di noi, deve abbandonare il suo posto. Per me (ri-
            fino al 7 ottobre 1943. Infatti, non avrebbe mai imma-  ferendosi all’arresto di Mussolini, cui aveva partecipato,
            ginato che le sorti dell’Italia e dell’Arma a Roma lo   come visto, con il capitano Vigneri, n.d.r.) se ritengono
            avrebbero portato, dall’8 ottobre 1943 al 4 giugno 1944,  ciò che ho fatto un delitto, mi arrestino e mi uccidano pure,
            a far parte della formazione partigiana “Banda Carabi-  ma io non solo non mi nascondo, ma debbo e voglio operare
            nieri Caruso”, diventando uno dei più giovani “Coman-   in uniforme. Ordino che tutti i dipendenti compiano il
            danti di Brigata”, nella Guerra di Liberazione.         loro attuale dovere, a qualsiasi costo.”.
            Il 25 luglio 1943 è una data nota della storia italiana:  Accanto agli italiani, in tutta Italia, erano rimasti solo i
            segna la “caduta del fascismo”. Il re, come noto, incaricava  Carabinieri, con le loro Stazioni, mentre il Paese andava
            l’Arma  di  arrestare  il  duce,  dopo  averlo  convocato  a  a dividersi in due, con crescenti tensioni. Dopo aver ar-
            colloquio alle 17 di quel 25 luglio a Villa Savoia (odierna  restato Mussolini su ordine del re, i Carabinieri avevano
            Villa Ada),  proprio  nella  giurisdizione  della Tenenza  dimostrato in concreto la loro storica fedeltà al sovrano,
            dei Parioli.                                            e non al fascismo. I tedeschi avevano visto a Napoli i
            I protagonisti di quell’arresto sarebbero stati i Capitani  militari  dell’Arma  combattere  a  fianco  dei  rivoltosi,
            dei Carabinieri Paolo Vigneri e Raffaele Aversa, Co-    nelle famose “quattro giornate”. Era logico desumere
            mandanti delle Compagnie “Tribunali” e “Interna” di     una particolare familiarità dei Carabinieri con la popo-
            Roma,  secondo  le  puntuali  indicazioni  del  loro  Co-  lazione anche a Roma. Per questo, si doveva evitare che
            mandante di Gruppo, il Tenente Colonnello Giovanni      i Carabinieri combattessero contro i tedeschi nella Ca-
            Frignani. Il Capitano Aversa era il superiore diretto del  pitale, come avvenuto a Napoli. Conseguentemente, ve-
            Sottotenente Boldoni, così come il Tenente Colonnello   niva deciso che il rastrellamento del Ghetto ebraico,
            Frignani era il suo Comandante di Gruppo. Saranno       previsto per il 25 settembre 1943, fosse differito al 16
            un esempio continuo per il giovane comandante della     ottobre. Occorreva che fossero preventivamente neu-
            Tenenza Parioli; saranno due protagonisti assoluti della  tralizzati i militari in servizio nelle Stazioni Carabinieri
            Guerra  di  Liberazione  a  Roma,  fucilati,  dopo  pochi  della città, per evitare che l’Arma ostacolasse i tedeschi
            mesi, il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine e decorati  nel rastrellamento degli ebrei della Capitale. Come noto,
            con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.                con la direttiva n. 269 ris. pers, del 6 ottobre 1943, il
            Alle 19,42 dell’8 settembre 1943 il maresciallo Badoglio  Ministro della Difesa Nazionale, Maresciallo d’Italia
            annunciava l’armistizio, ordinando che “ogni atto di osti-  Rodolfo Graziani, ordinava, entro la notte stessa, il di-
            lità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte  sarmo  dei  Carabinieri  Reali  in  servizio  alle  Stazioni
            delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad  della Capitale (con l’immediata sostituzione da parte della
            eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”.     P.A.I.) e la contestuale consegna in caserma dei mede-
            In ricordo di quel giorno così particolare, il Sottotenente  simi, sotto custodia della P.A.I.; in particolare gli ufficiali
            Boldoni, anni dopo, avrebbe scritto: “Giunge 1’8 settem-  dovevano  essere  trattenuti  «nei rispettivi alloggi sotto
            bre e si accorge del vuoto che si crea. Chiede ordini e non ne  pena, in caso di disobbedienza, di esecuzione sommaria e
            riceve. Vuole fare qualche cosa di concreto ma è «una pulce  di arresto delle rispettive famiglie». Anche le unità naziste
            in un deserto», mentre i mezzi corazzati germanici avan-  avevano ricevuto le disposizioni di competenza in gran



            14 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI
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