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PAGINE DI STORIA













            ed appassionato, parla con enfasi, dice con chiarezza e pa-      Con il grado di
            triottismo: «qui dove aleggiano gli spiriti degli antichi cri-
            stiani e con essi gli spiriti eroici del Colonnello Frignani,
            del Maggiore de Carolis, Aversa, Rodrigues, Fontana ...  Generale di Divisione,
            siamo riuniti per confermare il nostro amore per l’Italia
            ed il proponimento di continuare a batterci sino all’ultima      Attilio Boldoni
            goccia del nostro sangue per liberarla dall’ invasore ...»
            Momenti di commozione, momenti di impegno per desi-           assunse la carica
            gnare gli obiettivi da occupare in caso di ritirata dei tedeschi.
            Il Nucleo «Piazza Bologna» deve occupare il Comando Ge-
            nerale della Milizia nel viale Romania, il Ministero delle  di Vice Comandante
            Comunicazioni, il Deposito A.T.A.G., lo Scalo ed Aeroporto
            «Urbe».  Sembra tutto facile. Si respira quasi aria nuova,  Generale dell’Arma
            aria di libertà ... Ma ancora una volta i tedeschi e la polizia
            repubblichina si muovono con tempismo preordinato arre-
            stando numerosi capi e gregari. Anche il nostro protagonista  dei Carabinieri dal
            per un miracolo sfugge alla cattura. Entrato negli uffici
            dell’ispettore dell’Annona architetto Maciocci apprende che  9 settembre 1983
            nella stanza accanto vi sono due militi della squadra politica
            venuti per catturarlo. Riesce a scappare passando da un
            ripostiglio e poi attraverso una scala secondaria. Si trasfe-  all’8 settembre 1985
            risce da un rifugio all’altro e poi convinto di averla fatta
            franca ancora una volta contatta il Colonnello Di Bello
            per diramare gli ordini operativi per l’occupazione degli  quando da giovane Sottotenente adempì all’ordine del
            obiettivi. Infatti la sera del 3 ordina l’occupazione dei ma-  Generale Caruso di occupare quella caserma, che ri-
            nufatti messi sotto il suo controllo e personalmente si reca  schiava di essere assaltata dai cittadini romani, inebriati
            al Comando Generale della Milizia ove cattura numerosi  dalla riottenuta libertà.
            elementi recuperando armi, munizioni ed automezzi della  Il 5 giugno 1944, portato a termine il suo ultimo com-
            milizia e della P.A.I.. Tutto ciò mentre le colonne tedesche  pito operativo, il Sottotenente Boldoni si presentava al
            ancora sfilano per la Capitale ripiegando rapidamente   Centro Raccolta dei Carabinieri di Roma, unitamente
            verso il nord. E poi finalmente la libertà!”.           ai suoi militari. L’8 giugno 1944 tutti i carabinieri che
            Chissà quante volte, nel biennio 1983-85, all’apice della  avevano combattuto nella “Guerra di Liberazione” ve-
            sua carriera, il Generale di Divisione Attilio Boldoni,  nivano adunati nella storica sede della Legione Allievi.
            da Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabi-       Qui,  presenti  gli  ufficiali  alleati,  il  Generale  Caruso,
            nieri, avrà guardato il Comando Generale della milizia  “dopo aver ricordato la schiera dei gloriosi caduti e dei sevi-
            di viale Romania, oggi sede del “Comando Militare della  ziati fece la consegna simbolica delle bande al Tenente Co-
            Capitale” dell’Esercito Italiano. È uno stabile ubicato a  lonnello Carlo Perinetti, Capo dei servizi dell’Arma della
            pochi  metri  dalla  sede  del  Comando  Generale  del-  Capitale, al seguito degli alleati ed egli, gravemente ferito,
            l’Arma, costruita nel dopoguerra. Certamente la me-     venne ricoverato all’ospedale militare del Celio”.
            moria  sarà  volata  a  quella  notte  del  3  giugno  1944,  Per il valoroso comportamento durante quei terribili



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