Page 23 - Notiziario Storico 2021-6
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PAGINE DI STORIA









            deportati. Le ingenti perdite e le 723 ricompense al valor  poi molto tempo per rendersi conto che si riconobbe a troppi
            militare affidano alla storia della prima arma dell’Esercito  il merito di pochi. Amarezza e delusione potrebbe rilevare
            la testimonianza dell’insigne contributo di così eletta  il lettore in queste pagine conclusive, sentimenti scaturiti
            schiera di Carabinieri alla Guerra di Liberazione, tra-  dalla constatazione di un periodo confuso e doloroso. Ma
            mandandola a imperituro ricordo. Zona di operazioni, 8  dobbiamo precisarlo che citiamo queste sensazioni anche per
            settembre 1943 - 25 aprile 1945».                       ammonimento e per esempio a chi viene dopo di noi. Il
            Per uno strano gioco del destino, nel 1984, il più alto in  nostro dovere lo compimmo in pace ed in guerra per servire
            grado dei carabinieri in servizio, il Vice Comandante   in armi l’Italia. Mai sfiorò la mente il desiderio di ottenere
            Generale dell’Arma dei Carabinieri, era il Generale di  i meriti che non meritammo. (…) E ci piace confermare che
            Divisione Attilio Boldoni, che era stato tra i più giovani  fummo di una coerenza estrema di fronte a fatti ed avve-
            protagonisti di quella gloriosa pagina di Storia dell’Arma  nimenti qui sommariamente raccontati ma inseriti e docu-
            e della nostra Italia.                                  mentati dalla stessa storia. Coerenza con l’etica familiare
                                                                    con l’etica professionale, con il mutare dei tempi partecipando
                un insegnamento peR L’eteRnità                      con convinzione ed in umiltà alla lotta di un popolo amante
            Il racconto dei terribili mesi dell’occupazione tedesca  della sua libertà e custode dei suoi diritti. Mai ci piegammo
            di Roma viene concluso dal Generale Attilio Boldoni     né al vento delle passioni politiche né alla sopraffazione ma
            con un’analisi molto profonda delle sue passioni morali  sempre assumendo in prima persona la responsabilità e mu-
            e  professionali.  È  l’insegnamento  etico  che  l’uomo  e  tando anche il corso di eventi. Ma soprattutto, fummo ani-
            l’ufficiale ha fortunatamente lasciato al lettore del terzo  mati sempre da una fermissima fede religiosa che oltre Iddio
            millennio, che deve leggere, soffermandosi su ogni sin-  abbracciava la Patria e la famiglia con onore, con dignità e
            gola parola. È un insegnamento per l’eternità.          con il sacrificio.”.
            Con la fine della guerra “qualche cosa era cambiata. Si  Con  questi  profondi  sentimenti,  intendo  concludere
            poteva di nuovo sperare e credere in un domani più sereno  questo articolo redatto in occasione del centenario della
            più umano più giusto nel riconoscere a tutti i diritti che  nascita  del  Generale  Attilio  Boldoni,  riportando  un
            erano scomparsi. Sperare di tornare al comando lasciato con  altro breve stralcio delle sue memorie inedite che, tra
            onore, riordinare i propri uomini, riabbracciarli, premiarli  qualche mese, saranno pubblicate in un volume biogra-
            per il loro amore verso la Patria, sperare di riprendere la  fico. Guardando al futuro, il Generale Boldoni, scriveva:
            marcia dal punto in cui l’avevano interrotta. No! Tu che  “Dopo di noi? Dopo non il silenzio dell’anonimato, ma ci
            hai combattuto, Tu che hai rischiato e non hai perso la vita,  auguriamo altri con gli stessi sentimenti di fede, di onestà e
            Tu che per 9 mesi hai mangiato erba, hai sentito il tuo cuore  di laboriosità per insegnare ancora a chi verrà e dopo ancora
            scoppiare non per paura del nemico ma per l’amore irrefre-  che il destino e la storia si possono anche mutare quando si
            nabile per la Patria oppressa e per il dolore per Chi è caduto,  ha la statura del protagonista che sente di dover contribuire
            tuo diretto magnifico superiore, Tu lascerai ad altri venuti  nolente o volente ad avvenimenti che verranno poi ricordati
            dal sud il tuo posto… Si crea così un senso di colpa, si vo-  nel tempo”.
            gliono già sfatare episodi semplici, umani, gloriosi che non  All’attento  lettore  di  quest’articolo,  richiamo  le  con-
            possono essere dimenticati. In quel triste periodo si pensò a  clusioni del suo scritto: “A chi ci segue (…) diciamo: «Uomo
            far sentire inopinata solitudine, colpe inconsce, perplessità  semplice ed onesto onora con il lavoro e con il sacrificio un
            per il proprio comportamento, desiderio di allontanarsi da  nome degno. Ama Dio, la patria e la famiglia e se qualche
            una Città che aveva già dimenticato quanto avevano fatto  volta sei incerto fermati un istante per voltarti indietro a
            tanti e tanti carabinieri di ogni grado. Passerà ancora molto  rimirare il passato, per continuare ad andare avanti sulla
            tempo prima che si riconoscano i «meriti» e le «glorie» di  strada giusta, sulla via maestra!».
            pochi che avevano iniziato la «resistenza» ma non passerà                                         Ciro Niglio



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI  23
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