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PAGINE DI STORIA
Nel maggio 1939
Mussolini ordinò al
SIM di passare ogni Diari, il 3 agosto, commentando …bisogna accreditare
la voce che si tratta di ladri comuni… perché se i nomi e
la divisa dei quattro ‘ladri’ fossero stati scoperti, era evi-
documento dente che tutte le ambasciate avrebbero preso ulteriori
misure più stringenti di sicurezza che avrebbero intral-
britannico, trafugato ciato non poco l’ottimo lavoro di Talamo. Quelle misure
che, peraltro, prese Sir Osborne d’Arcy, ambasciatore
e decrittato, al di Londra presso la Santa Sede, ma che, comunque,
non fermarono il controspionaggio italiano.
Non era stato esente da queste visite notturne anche
controspionaggio l’Ufficio dell’Addetto militare americano, Colonnello
Norman Fiske, a Roma. Una visita proficua perché fu-
tedesco. Non si era rono prelevati e fotografati due codici: il Military In-
telligence Code e soprattutto il Confidential Code che gli
Addetti militari usavano unicamente per i messaggi più
ancora unito il fronte segreti. Quei codici poterono intercettare non solo i
messaggi del Colonnello Fiske ma anche quelli del Ge-
armato nazi-fascista, nerale Archibald Maxwell comandante delle truppe bri-
tanniche in Medio Oriente, e la corrispondenza tra
Washinton e l’addetto militare al Cairo, Colonnello
ma lo era già quello Bonner Frank Fellers. Il 22 dicembre 1941, gli esperti
crittografi del SIM riuscirono a leggere, tra gli altri, il
delle ‘ombre’ telegramma n. 406 dal Cairo, nel quale Feller si ram-
maricava del fatto che l’8a Armata britannica non fosse
riuscita a sconfiggere Erwin Rommel, nonostante avesse
a disposizione armamenti e carri armati in misura di
vian, capo del controspionaggio inglese del MI6 a du- tre a uno rispetto a quelli del tedesco e nonostante i
bitare di tutto il personale italiano, chiedendone la so- britannici avessero con successo decodificato gli ordini
stituzione, che non avvenne per ristrettezze di bilancio, di Rommel alle truppe.
perché inviare qualcuno da Londra sarebbe costato Quando Cavallero ricevette la copia del messaggio, or-
molto di più del modesto trattamento remunerativo dinò al Generale Amé, allora Capo del SIM, di avvisare
dato al personale in loco. Nulla mutò apparentemente Rommel che era intercettato da Londra. Da allora il
per il nostro Centro controspionaggio: i britannici non SIM passò direttamente il testo di tutti i messaggi pro-
avevano considerati seri gli avvertimenti del Barzini e venienti dall’ambasciata britannica al Cairo al Comando
non presero contromisure. tedesco in Africa, tramite von Rintelen, addetto militare
Episodio questo, ricordato dall’autore del volume, in- tedesco a Roma. L’armata di Rommel in Africa fu raf-
sieme a uno dei rari insuccessi del controspionaggio forzata. Rommel contrattaccò con successo nel gennaio
italiano: nel luglio 1940 quattro agenti SIM, della squa- e maggio del 1942.
dra ‘P’ di Talamo, erano stati sorpresi all’interno della Anche la guerra italiana delle ‘ombre’, però, coglieva i
Legazione di Jugoslavia. Ciano ricordò il fatto nei suoi suoi successi, insieme ai colleghi nazisti in ascolto nella
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI 27

