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CRONACHE DI IERI
Il piano escogitato
sembrava perfetto, ma
Maria Mignone era una commerciante di tessuti, filati
e altri generi di merceria con un piccolo, ma ben fre- in fase di esecuzione
quentato, negozio al civico 9 di via Santa Croce, a
Nusco, piccolo paese dell’Alta Irpinia, non molto di-
stante da Sant’Angelo dei Lombardi, centro maggiore qualcosa andò storto,
dove avevano sede un tribunale e un penitenziario.
La Mignone non immaginava e neppure si era mai ac- a cominciare
corta che in quella primavera del 1941 fosse osservata
da un suo paesano intento a registrare le sue abitudini,
specialmente la sera dopo la chiusura del negozio. dall’effrazione del
A monitorare la donna era Antonio Vernacchio, assol-
dato dal Porcelli che stava pianificando un furto pro- portone risultata
prio nel negozio della donna.
La sera del 29 aprile il Vernacchio venne informato
dal Porcelli che quella stessa notte si sarebbe tentato più complicata
il colpo.
Così i due si ritrovarono in località Castello con il Ro- del previsto
berto e il Palagano per intendersi ancora una volta sul
piano. Qui il basista volle ricevere assicurazione in-
nanzi agli altri complici circa la ricompensa pattuita.
Un componente della banda, accendendo un fiammi- aprile, i due militari percorrendo la strada che entrava
fero per averne il favore della luce, tirò dal portafoglio nel paese a ridosso della casa del signor Della Vecchia
una banconota da cinquecento lire e gliela mostrò. scorsero, a breve distanza, nel buio pesto solcato ap-
Era l’una di notte, favoriti anche dall’oscuramento pena dalla penombra della luna e dalla fioca illumina-
dell’illuminazione pubblica determinato dallo stato di zione pubblica, le sagome di quattro individui ai quali
guerra, i sodali si “misero al lavoro”! A quell’epoca intimarono la frase “Alt! Chi va là?”.
l’abitato di Nusco godeva di una rete di illuminazione Pochi secondi, qualche passo in più per avvicinarsi al
pubblica che contava sessanta lampade, ma per lo stato gruppo e procedere all’identificazione che una fucilata
di guerra ne erano accese soltanto quattordici che fece stramazzare a terra il povero Carabiniere Formi-
erano state “azzurrate” e dotate di elementi a imbuto sano e una seconda, esplosa immediatamente, ferì
per proiettare la luce soltanto verso il basso. al petto il parigrado Posillipo che cadde anche lui
I Carabinieri Luigi Formisano e Luigi Posillipo in co- esanime.
mune non avevano soltanto il nome e l’età, ma anche Il fragore dei colpi esplosi nel cuore della notte desta-
la loro condizione di richiamati alle armi per le con- rono di soprassalto i coniugi Della Vecchia-Armellino
tingenti necessità della guerra e da pochissimo presta- che, per timore, non si affacciarono subito per avve-
vano servizio alla Stazione di Nusco. Quella sera dal dersi dell’accaduto. Solo alcuni minuti dopo la signora
loro maresciallo avevano ricevuto il compito, tra i vari Armellino dalla finestra scorse le sagome dei due ca-
da effettuare durante la perlustrazione, di raggiungere rabinieri, una immobile, quella del cadavere del For-
un punto d’incontro con altri militari dei vicini presidi misano, e l’altra del Posillipo che si dimenava e
dell’Arma. Intorno alle tre di notte, dunque del 30 chiedeva aiuto. A tal punto «Il Della Vecchia andò ad
56 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO IV

