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CURIOSANDO NEL MUSEO DELL’ARMA
UN FERMOIMMAGINE TRATTO DAL FILM “ER PIÙ. STORIA
D’AMORE E DI COLTELLO” DI SERGIO CORBUCCI (1971) CON
RELATIVA LOCANDINA. RICOSTRUZIONE DELLA MODALITÀ
DI SCONTRO TRA DUELLANTI CHE BRANDIVANO COLTELLI
SIMILI ALLO ZOMPAFUOSSO
brato e robusto: presenta una lunghezza di circa 46 cm del materiale costitutivo della lama, doveva evitare gli
dalla punta al tallone, suddivisa a metà tra lama e im- attacchi di punta. Questa legge prevedeva, però, anche
pugnatura, quest’ultima fabbricata in corno con un il porto di un coltello senza punta: nacque, quindi, la
incasso per ospitare la lama richiusa; quest’ultima veniva “mozzetta Giolittiana”, un’arma mozza della lunghezza
forgiata con solo un taglio e senza punta aguzza. Que- complessiva di massimo 20 cm, molto più corta dei 40
st’ultima peculiarità, oggi considerata rara, ma all’epoca cm di media dei coltelli fin lì usati. Oggigiorno è
di uso comune, era resa possibile dalla presenza di una difficile trovare coltelli con la lenticchia ancora intatta
“lenticchia”, ovvero una piccola protuberanza posta all’ perché, una volta acquistati, c’era la consuetudine di
estremità del coltello tale da impedire gli affondi, vani- molare questa “sicura” in modo da avere un coltello
ficandone così l’utilizzo in duello. Questa modifica era completo delle sue parti di offesa.
in applicazione alla legge Giolitti del 1908 “sui ferri ta- La “legge Giolitti” era l’inevitabile risposta alla violenta
glienti” con la quale si delineavano le misure e gli ac- consuetudine di risolvere le liti, anche banali, ai “ferri
corgimenti nella fabbricazione di coltelli di libero porto. corti”, ossia in un duello improvvisato a distanza ravvi-
In pratica questa appendice, che era parte integrante cinata, ma con regole precise e inviolabili. In linea di
82 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III

