Page 85 - Notiziario 2018-6
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CARABINIERI DA RICORDARE





















































            trasferito alla Legione di Napoli, raggiunse l’ex colonia  avvalso della collaborazione di un primo sergente e
            dell’Eritrea dove grazie all’esperienza maturata sino   di  due  agenti  (costabili)  della  polizia  eritrea.  Saliti
            ad allora e al grado rivestito di maresciallo capo (ot-  tutti a bordo di un automezzo messo a disposizione
            tenuto il 31 ottobre 1947), assunse il comando della    dagli eritrei, il Maresciallo Semproni, una volta partiti,
            Stazione  di  Agordat  inquadrata  nella  Compagnia     indicò le località che avrebbero dovuto raggiungere.
            Carabinieri dell’Eritrea. Il servizio disimpegnato in   Dopo circa venticinque chilometri sulla rotabile che
            Africa, di per sé gravoso per le peculiarità del territorio  stavano percorrendo il veicolo venne improvvisamente
            e del clima, non era molto differente dalle attività già  investito da una scarica di fucileria. Semproni e gli
            svolte nel periodo d’anteguerra e richiedeva sempre     agenti  eritrei  compresero  subito  che  si  trattava  di
            molto  impegno  e  tanta  disciplina,  necessità  che   alcuni scifta (predoni) – si accertò poi che gli assalitori
            avevano indotto l’Amministrazione Militare Britannica   erano  sei  –  i  quali,  appostati  dietro  alcune  rocce  a
            (B.M.A.) a “trattenere” in servizio gli uomini dell’Arma  bordo strada, avevano esploso una serie di colpi.
            dei Carabinieri, affiancandoli a personale della neoi-  L’agente che era alla guida riaccese il motore per ri-
            stituita  polizia  eritrea.  La  mattina  del  21  ottobre  partire  velocemente,  ma  una  seconda  scarica  di
            1950 il Maresciallo Semproni aveva il compito di ac-    proiettili mandò in frantumi il vetro parabrezza e le
            compagnare  tre  vagabondi  eritrei  ad  Asmara  e  a   schegge lo ferirono al viso e alla testa.
            Cheren,  loro  città  di  origine,  e  per  questo  si  era  Il Semproni, imbracciato il fucile dell’agente ferito,



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III  85
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