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CURIOSANDO NEL MUSEO DELL’ARMA














                                                      di DANIELE MANCINELLI












                     ino  ai  primi  anni  del  900  era  facilmente  anche l’impagliatore di sedie, il bottaio, il panettiere e
                     udibile per le strade il rumore metallico dei  persino  il  becchino.  L’impiego  quotidiano  di  queste
            F foderi di sciabole che con il “battisasso” colpi-     lame  ne  causò  una  diffusione  capillare  nelle  case  di
                     vano lo sterrato e il picchiettare cadenzato di  tutta l’Italia preunitaria, con un conseguente assortimento
            bastoni da passeggio che nascondevano anime di acciaio.   di modelli in relazione al loro differente utilizzo. Così
            Quotidianamente,  per  status militare  o  come  status  come si distinguevano coltelli diversi per tipo di uso
            symbol, ogni gentiluomo portava una sciabola o un ele-  nelle arti, questi variavano anche da regione a regione,
            gante bastone animato al fianco. E la gente di lignaggio  sviluppando armi bianche diverse sia nei modelli che
            più basso? Il “popolino” non era da meno e gli uomini,  nel modo di brandirli. Parliamo di decine di varianti e
            non  potendo  permettersi  economicamente  una  lama    numerose  scuole,  ma  “l’Italia  dei  coltelli”  può  essere
            pregiata  o  di  lavorare  con  una  sciabola  al  fianco,  suddivisa principalmente in tre grandi aree: le regioni
            portavano sempre un coltello nella tasca dei pantaloni.  del Nord, quelle Pontificie e quelle Borboniche. Pren-
            Anche il gentil sesso (prevalentemente le donne romane),  dendo  in  esame  il  magnifico  coltello  “zompafuosso
            infilato nei capelli raccolti in acconciature, portavano  aquilano” custodito nel Museo Storico dell’Arma dei
            uno  “spillone”  atto  a  sferrare  dolorosi  affondi.  Basti  Carabinieri, possiamo apprezzare lo stile dell’artigianato
            pensare che a Roma era talmente importante averne       della scuola dell’Italia centrale. Dalla Corsica al Lazio,
            uno che il primo regalo di nozze che si scambiavano gli  dall’Abruzzo alla Campania, c’era la predilezione per
            sposi era appunto un coltello.                          l’utilizzo del coltello di tipo “Genovese” o “alla Romana”
            Non  è  possibile  individuare  l’esatto  inizio  di  questa  (come lo zompafuosso che ha i tre scrocchi di apertura),
            usanza  tra  la  gente  comune,  ma  dai  trattati  specifici  modificato secondo le tradizioni lavorative e stilistiche
            dell’epoca si è potuto rilevare che i maestri d’armi inse-  della zona di utilizzo (Abruzzo). Si tratta di un coltello
            gnavano il maneggio del pugnale e della daga già dal    molto  lungo,  con  lama  a  serramanico,  bloccato  in
            1300.  Il  massiccio  utilizzo  popolare  di  queste  lame  apertura da una molla incassata nel dorso del manico
            portò, nella metà del 1600, alla scrittura di trattati di  (tipico degli aquilani) e senza guardia.
            scherma sul maneggio del coltello anche come “arma      Talmente  questo  coltello  era  micidiale  che  ne  era
            raffinata”, quindi praticabile anche dalle classi sociali  proibito il porto da quasi tutte le amministrazioni del
            più elevate.                                            passato. Il nome zompafuosso identificava un coltello
            La presenza di “ferri taglienti”  nelle mani degli uomini  prettamente da duello, difatti nella maggior parte dei
            del popolo era dovuta alla possibilità del porto, sancito  dialetti  dell’Italia  centrale  “zompa  fuosso”  significa
            per  legge,  solo  per  motivi  lavorativi.  Ogni  artigiano  proprio salto del fosso, con chiaro riferimento al salto
            aveva  il  coltello  che  impiegava  nel  proprio  mestiere,  che si faceva per affondare il colpo all’avversario. Tale
            così  come  il  falegname,  il  macellaio,  il  pescivendolo  coltello, a serramanico di tipo molisano, è molto equili-



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III  81
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