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CARABINIERI DA RICORDARE













            rispose al fuoco e così fecero anche gli altri che erano  Le indagini e il rapporto compilato dall’Eritrea Police
            con lui, scese rapidamente dal mezzo per mettersi al    Force non portarono all’identificazione degli assassini,
            riparo dal fuoco nemico e poter meglio fronteggiare     né si riuscì a stabilire se tra gli scifta vi fossero state
            la minaccia, ma rimase gravemente ferito alle gambe     delle perdite. «L’episodio ha vivamente commosso la po-
            da  una  bomba  a  mano  e  da  un  proiettile  che  lo  polazione  della  zona,  la  quale  nei  suoi  commenti  ha
            trapassò all’addome. Nonostante le gravi ferite, ebbe   esaltato il valore, l’eroismo ed il sacrificio cosciente dei
            la  forza  e  lo  spirito  di  raggiungere  una  posizione  quattro, specie del sottufficiale dell’Arma, al cui luminoso
            riparata e idonea per rispondere al fuoco riuscendo     esempio gli altri s’ispirarono sacrificandosi. Alla memoria
            anche ad esplodere altri quattro colpi.                 del maresciallo capo Semproni Pio, rimasto vittima del
            Triste  sorte  toccò  al  graduato  indigeno  che  venne  proprio  eroismo,  propongo  venga  concessa  la  medaglia
            colpito mortalmente mentre stava cercando di scendere   d’argento  al  valor  militare [...]»:  così  si  conclude  il
            dal veicolo, mentre l’altro agente, balzato giù e rimasto  rapporto sull’episodio redatto il 3 marzo 1951 dalla
            fortunatamente incolume, era riuscito a raggiungere     Legione di Napoli.
            un  riparo  dal  quale  aveva  potuto  sparare  numerosi  Un premio ai familiari venne proposto dal comando
            colpi prima di essere ferito.                           della polizia eritrea, mentre il Presidente della Re-
            Alla fine del conflitto a fuoco gli scifta, prima di dile-  pubblica con suo decreto, il 10 febbraio 1953, concesse
            guarsi nel folto delle boscaglie circostanti, portarono  la  decorazione  al  valor  militare  proposta  con  la
            a termine il loro obiettivo depredando il morto e i     seguente  motivazione:  “Comandante  di  Stazione,  in
            feriti di tutto ciò che era possibile razziare: armi, mu-  viaggio per servizio insieme con tre dipendenti indigeni,
            nizioni,  oggetti  d’equipaggiamento,  beni  personali,  aggredito  a  colpi  di  fucile  e  bombe  a  mano  in  località
            appropriandosi financo dei vestiti, denudando pressoché  deserta da bande di briganti in agguato, rispondeva de-
            tutti, tranne il Maresciallo Semproni al quale vennero  cisamente  con  fuoco  delle  proprie  armi.  Ferito  a  morte
            tolti soltanto il cinturone con la pistola e la camicia  trovava la forza di sparare contro i malviventi, finché
            sahariana. L’agente ferito che conduceva l’automezzo,   cadeva da prode”.
            raccolte  le  proprie  forze,  caricò  tutti  sul  veicolo  e  La salma del Maresciallo Semproni venne condotta
            riprese a tutta velocità la marcia verso Agordat. Rag-  presso la stazione di polizia ove era stata allestita una
            giunta una tenuta in concessione di un italiano, tale   camera ardente e al mattino del 22 ottobre il Maggiore
            De Ponti, chiese soccorso ottenendo, con un’autovettura  Antonio Giglio Usai, comandante dell’Arma in Eritrea,
            veloce, il trasporto in ospedale dei feriti che vennero  e un nucleo di carabinieri la prelevarono e la traspor-
            ricoverati presso l’ospedale della città. Poco dopo, alle  tarono ad Asmara, dove si svolsero i solenni funerali
            13:00,  Pio  Semproni  spirò  per  la  grave  emorragia  con la partecipazione di Autorità italiane, britanniche
            riportata.                                              e statunitensi e di molti ex coloniali eritrei. Il sacello
            Lontano  dalla  Madre  Patria  lo  piansero  i  colleghi,  dell’Eroe fu, fino al 2006, quello ad Asmara, fino a
            testimoni degli ultimi momenti di vita in cui, mante-   quando, per iniziativa della sorella Nerina e con l’in-
            nendo  lucidità  d’intelletto,  aveva  dimostrato  l’alto  tervento dell’Associazione Nazionale Carabinieri in
            spirito militare da cui era animato. La notizia venne   congedo di Ascoli Piceno e del Commissariato Ge-
            poi comunicata ai familiari in Italia ai quali, non po-  nerale  per  le  Onoranze  ai  Caduti,  le  spoglie  sono
            tendo  raggiungere  una  terra  così  lontana,  rimase  state rimpatriate per la definitiva collocazione nel ci-
            l’atroce  dolore  di  non  rivedere  e  poter  baciare  per  mitero della città natìa.
            un’ultima volta il loro congiunto.                                                           Gianluca Amore



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III  87
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