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A PROPOSITO DI...
Alla nascita dei nostri
dragoni l’uniforme
La vita di giustacorpo e veste era di 38 mesi, quella dei
calzoni e del cappello uno, le calze dovevano durare 2 doveva essere
anni, mentre il mantello 8, anche se in tempo di guerra
era ammessa una vita di soli 6 anni, visto il logorio che fornita dal capitano
subiva come coperta suppletiva.
Il vestiario ai 2/3 della propria vita passava nella dispo-
nibilità del consegnatario, mentre selleria e finimenti ve- comandante la
nivano acquisiti dal capitano che poteva crearsi una
piccola scorta di magazzino. Tali materiali, se persi per compagnia, che
comportamento colpevole del soldato, dovevano essere
prontamente reintegrati dal capitano che aveva il diritto
di effettuare una ritenuta pari nel massimo ad 1/3 di provvedeva anche
paga, fatta salva la possibilità di irrogare pene più severe
qualora fossero state individuate responsabilità di mag- a pulizia e riparazioni
gior rilievo.
Una curiosità riguardava i militari deceduti in servizio. attraverso un
Il vestiario, anche se erano trascorsi i 2/3 della vita pre-
vista, tornava di proprietà dell’amministrazione, che con
essi poteva rivestirlo per la sepoltura. complesso sistema
Passiamo ora all’evoluzione della tenuta.
di trattenute
LA MODA “FRANCESE”
L’uniforme dei reparti montati nel XVIII secolo era si-
mile, per taglio, a quella della fanteria, ma in genere si
DRAGONE
presentava più ricca e vivace. Il capo principale era de-
DI SARDEGNA (1772)
nominato giustacorpo o giamberga, giacca lunga al ginoc-
chio dotata di un paio di tasconi ai fianchi, con i c.d.
paramani, che nel ‘500 e all’inizio del ‘600 altro non
erano che l’eccedenza delle maniche, lunghe per poter
coprire tutte le mani riparandole dal freddo e dai colpi
d’arma bianca o bastone in battaglia. Queste venivano
rivoltate all’esterno per non intralciare normalmente i
movimenti, per cui si evidenziava il colore della fodera.
Più tardi furono fissate con grossi bottoni per non farle
ricadere. Tale abitudine si tradusse nella possibilità di
sfruttare quel pezzo di fodera resa visibile per distinguere
i reparti l’uno dall’altro. Quindi da accorgimento pratico,
l’uso di rivoltare le maniche divenne una forma di ab-
bellimento e di identificazione.
Sotto il giustacorpo si indossava la veste (giamberghino) o
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III 71

