Page 71 - Notiziario 2018-6
P. 71

A PROPOSITO DI...





                                                                    Alla nascita dei nostri


                                                                        dragoni l’uniforme


            La vita di giustacorpo e veste era di 38 mesi, quella dei
            calzoni e del cappello uno, le calze dovevano durare 2           doveva essere
            anni, mentre il mantello 8, anche se in tempo di guerra
            era ammessa una vita di soli 6 anni, visto il logorio che  fornita dal capitano
            subiva come coperta suppletiva.
            Il vestiario ai 2/3 della propria vita passava nella dispo-
            nibilità del consegnatario, mentre selleria e finimenti ve-    comandante la
            nivano  acquisiti  dal  capitano  che  poteva  crearsi  una
            piccola scorta di magazzino. Tali materiali, se persi per      compagnia, che
            comportamento colpevole del soldato, dovevano essere
            prontamente reintegrati dal capitano che aveva il diritto
            di effettuare una ritenuta pari nel massimo ad 1/3 di      provvedeva anche
            paga, fatta salva la possibilità di irrogare pene più severe
            qualora fossero state individuate responsabilità di mag-  a pulizia e riparazioni
            gior rilievo.
            Una curiosità riguardava i militari deceduti in servizio.         attraverso un
            Il vestiario, anche se erano trascorsi i 2/3 della vita pre-
            vista, tornava di proprietà dell’amministrazione, che con
            essi poteva rivestirlo per la sepoltura.                  complesso sistema
            Passiamo ora all’evoluzione della tenuta.
                                                                               di trattenute
                         LA MODA “FRANCESE”
            L’uniforme dei reparti montati nel XVIII secolo era si-
            mile, per taglio, a quella della fanteria, ma in genere si
                                                                                                          DRAGONE
            presentava più ricca e vivace. Il capo principale era de-
                                                                                                  DI SARDEGNA (1772)
            nominato giustacorpo o giamberga, giacca lunga al ginoc-
            chio dotata di un paio di tasconi ai fianchi, con i c.d.
            paramani, che nel ‘500 e all’inizio del ‘600 altro non
            erano che l’eccedenza delle maniche, lunghe per poter
            coprire tutte le mani riparandole dal freddo e dai colpi
            d’arma bianca o bastone in battaglia. Queste venivano
            rivoltate all’esterno per non intralciare normalmente i
            movimenti, per cui si evidenziava il colore della fodera.
            Più tardi furono fissate con grossi bottoni per non farle
            ricadere. Tale abitudine si tradusse nella possibilità di
            sfruttare quel pezzo di fodera resa visibile per distinguere
            i reparti l’uno dall’altro. Quindi da accorgimento pratico,
            l’uso di rivoltare le maniche divenne una forma di ab-
            bellimento e di identificazione.
            Sotto il giustacorpo si indossava la veste (giamberghino) o



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III  71
   66   67   68   69   70   71   72   73   74   75   76