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A PROPOSITO DI...
diagonalmente ricamata di gusto
dalla spalla sini- un po’ barocco, ta-
stra al fianco de- gliato a coda di
stro, mentre al contrario rondine e misu-
era indossata la rangona, rava 60 cm. di al-
anch’essa in cuoio tezza e 85 cm. di
naturale, ove si lunghezza di cui
appendeva il 25 cm. rappresen-
fucile. tato dalle code.
I trombettieri, CORNETTA DEI DRAGONI DI SARDEGNA (1747)
come accadeva per
tutti i musicanti nell’Ar- LA LINEA
mata Sarda, avevano particolari “PRUSSIANA”
ornamenti sul giustacorpo, con gallona- Il gioco delle alle-
ture e passamanerie a biscia, ondulate. Non si trattava di anze e i successi dell’esercito di Federico II fecero sì che
semplici ornamenti, essi assolvevano infatti anche al le uniformi del 1774 dell’Armata Sarda denunciassero
compito di rendere facilmente riconoscibile il soldato at- un’evidente ispirazione all’armata prussiana, in Europa
traverso cui si impartivano gli ordini. Un retaggio di que- considerata la più efficiente.
sta usanza di distinguere i musicanti lo abbiamo tutt’ora Il giustacorpo, ora più attillato, divenne bleu di Prussia,
nel pennacchio bianco-rosso delle fanfare e della banda colore più facile da realizzare sui tessuti. La giubba aveva
dell’Arma, ma nella Grande Armèe napoleonica si superò risvolti al petto e le tipiche falde rivoltate, che formavano
ogni limite di sobrietà giungendo ad apporre un quan- una sorta di duplice coda. I Dragoni di Sardegna utiliz-
titativo enorme di ricami su petto e maniche e in qualche zavano il colore distintivo chamois (camoscio) per mate-
caso invertendo addirittura i colori dell’uniforme, con lotte, paramani e falde, e indossarono pantaloni celeste
falde, collo e paramani del colore dell’abito regolamen- scuro, lunghi e aderenti, infilati dentro gli stivali, oltre a
tare, che a sua volta recava i colori distintivi che la truppa quelli biancastri o camoscio diffusi nel resto dell’Armata.
aveva su paramani, colletto e falde. Anche la veste era biancastra o camoscio, con paramani
In tema di vessilli, di ridotte dimensioni per non intral- e colletto del colore distintivo chamois, potendo essere
ciare l’alfiere quando muoveva a cavallo, tradizione tut- utilizzata senza giubba nei servizi di scuderia e di ca-
t’ora in vita nei reparti della cavalleria, i dragoni avevano serma. I bottoni erano sempre ricoperti di stagno, con
la cosiddetta cornetta, piccola bandiera a 2 punte, a dif- l’anima in legno, mentre gli ufficiali li avevano rivestiti
ferenza della cavalleria di linea che aveva lo stendardo in argento.
quadrato. Di massima il colore del vessillo riprendeva Come per i sottufficiali, per gli ufficiali il regolamento
quello dell’abito. del 1775 non introdusse nuovi distintivi di grado. I gal-
I Dragoni di Sardegna avevano la sola cornetta colonnella, loni, in argento dello stesso colore dei bottoni, erano ap-
non essendo stata assegnata la cornetta d’ordinanza che plicati lungo l’orlo esterno e inferiore del colletto e lungo
andava alle compagnie; probabilmente ciò fu dovuto al quello superiore dei paramani. Abbiamo visto inoltre che
ridotto organico del reparto. Nel 1747 il drappo era co- l’ufficiale si distingueva anche per il bastone, diverso in
stituito da due teli di seta damascata di color rosso car- relazione al grado. Il cornetta (sottotenente) ne aveva uno
minio, cuciti tra loro, bordato da una larga cornice dorata sottile con pomo in argento, il luogotenente una grossa
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III 75

