Page 50 - Forestale N. 89 novembre - dicembre 2015
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la discreta e modesta eleganza del- coltura della vite. È abbastanza termofilo, anche se rifugge le
l’acero situazioni decisamente mediterranee, e si spinge ai limiti del
Durante le escursioni e le passeggiate in bosco, è sempre piano montano rifugiandosi, alle quote crescenti, in stazioni
piacevole incontrare gli aceri. Tra questi, sicuramente l’ace- a suolo sassoso, sovente a matrice calcarea. È un tipico par-
ro minore (Acer monspessolanum) spicca per l’eleganza tecipante dei boschi mesotermofili di querce caducifoglie,
delle piccole foglie trilobate, portate all’estremità di un lungo ma anche di leccio.
ed esile picciolo. Come lo posso riconoscere. È un alberello di poco più di
Il Forestale che si trovi di fronte a questi alberelli, che 10-12 metri di altezza, anche se se ne possono incon-
crescono isolati o in piccoli gruppi, sa che è bene trare alcuni decisamente maestosi, con la chioma
che essi siano tutelati dagli eventuali tagli di molto espansa e il tronco dal diametro di quasi
utilizzazione che potrebbero interessare un metro. Le foglie sono inconfondibili, se
quel soprassuolo, anche se le leggi o i confrontate con quelle d’altri aceri, come il
regolamenti regionali non lo prevedano campestre, poiché sono di un verde decisa-
espressamente. Se proprio debbono cade- mente più scuro, lucide, e hanno la tipica
re, che sia almeno per la realizzazione di un forma trilobata con margine liscio. I frutti,
utensile artigianale, per un manico pregiato, come per utti gli aceri, prendono il nome di
per un bastone o per qualsiasi altro uso che “disamare”, poiché sono portati doppi all’e-
ne rispetti la nobiltà del legno. Al di là di leggi e stremità dello stelo, ed hanno ognuno la tipica
regolamenti più o meno permissivi, quindi, il “ala” che serve loro per essere dispersi dal vento. Le
Forestale eserciti l’antica sapienza, persuadendo al rispetto varie specie di acero di distinguono, appunto, molto bene in
di questi ed altri alberi, il cui contributo alla catasta è base alla forma e all’angolo che formano le due ali dei semi.
comunque insignificante, ma che invece daranno valore al Nel caso dell’acero minore, le due ali sono parallele tra loro.
nuovo soprassuolo che nascerà dopo l’utilizzazione. Cosa ci posso fare. Il legno è di un certo pregio estetico,
Dove lo posso incontrare. L’acero minore ha un areale che con un bel durame rossiccio, e di buona durabilità. Adatto
gravita sui Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, spin- per lavori di ebanisteria e per la realizzazione id manici per
gendosi ad Est oltre i paesi della Mezza Luna Fertile. Arriva utensili, è tuttavia difficile trovare tronchi adatti per una lavo-
sino alla Penisola Iberica, passando per la fascia nord afri- razione industriale.
cana. A Nord si rinviene oltre le Alpi nei climi adatti alla Cristiano Manni
la farfalla di Apollo lezza, Dio del sole, visibile in ciascuno dei punti rossi che
Dalla fine del mese di giugno, quando le praterie montane decorano le ali posteriori. Il volo dinamico, caratterizzato da
sono pervase dalle tonalità violacee dei fiordalisi, cammi- leggere planate alternate a scarti improvvisi, è accompa-
nando lungo i sentieri che si inerpicano tra gnato dal lieve fruscio prodotto dal battito delle
rupi, crepacci e pendii rocciosi sopra i ampie ali, la cui apertura supera gli otto
1.000 metri di quota, è possibile centimetri. I bruchi, che completano
incontrare la stupenda farfalla le metamorfosi già dal mese di
apollo (Parnassius apollo) mentre maggio e spesso si scorgono tra
volteggia vivacemente trai cardi le foglie succulente dei Sedum di
fioriti. cui sono ghiotti, hanno una evi-
Questo raro lepidottero, apparte- dente livrea nera, ornata da due
nente alla famiglia dei papilionidi, file di puntini che decorrono lungo
esibisce la sua meravigliosa livrea una tutto il corpo, colorati vivacemente con
volta posato, quando apre le candide ed tonalità che vanno dal rosso all’arancio.
ampie ali, punteggiate di nero nella parte anteriore, Nel periodo invernale le minuscole larve, nate in tarda
intarsiate nella parte posteriore da vivaci macchie tondeg- estate, riescono a sopravvivere alle gelide temperature
gianti rosse. Il nome latino, la cui traduzione è “Apollo del grazie ad un guscio protettivo, dal quale emergono in pri-
Parnaso”, deriva evidentemente dalla mitologia greca, mavera per proseguire le cinque diverse fasi larvali dalle
riconducibile al tipico habitat montano della farfalla quali fuoriesce questa meravigliosa farfalla.
(Monte Parnaso), e ad Apollo, espressione di forza e bel- Simone Cecchini
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