Page 49 - Forestale N. 89 novembre - dicembre 2015
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PiANetA ANiMAli di Flavio rosati

          il FUretto
          Un compagno dall’indole selvatica


          Le origini del successo del furetto come animale da
          compagnia possono essere ricondotte alla necessità
          di  contatto  con  una  natura  meno “addomesticata”.
          Una parte del fascino di questo animale risiede nella
          sua indole selvatica, nella grande vivacità, nell’acuta
          intelligenza, nel piccolo corpo così agile e forte in cui
          batte ancora il cuore del progenitore selvatico a suo
          tempo ammansito.
          Il furetto domestico, animale carnivoro appartenente
          alla famiglia dei mustelidi, in natura non esisteva, è
          un  incrocio  ottenuto  dalla  puzzola.  Anticamente  è
          stato addomesticato essenzialmente per scopi vena-
          tori e allora ha perso la sua abilità a sopravvivere in  in media di 60 centimetri nel maschio e 40 nella fem-
          libertà, rischiando in tal caso la vita in pochi giorni per  mina,  con  un  peso  che  oscilla  tra  1,8  e  0,70
          fame, disidratazione o rimanendo vittima di un preda-  chilogrammi. Il pelo può essere di svariati colori pre-
          tore.                                     dominanti che vanno dal bianco al nero, dal cannella
                                                               allo champagne. Il furetto è in grado di
                                                               stabilire un buon legame con chi se ne
                                                               prende cura anzi ama interagire con
                                                               l’essere umano e non è adatto a pas-
                                                               sare  molto  tempo  in  gabbia.  Ha  un
                                                               comportamento  per  alcuni  aspetti
                                                               analogo a quello del gatto, ama coc-
                                                               cole e attenzioni ma spesso manifesta
                                                               la  necessità  di  essere  lasciato  per
                                                               conto suo.
                                                               È  in  grado  di  riconoscere  il  proprio
                                                               nome, è un animale portato al gioco,
                                                               estremamente  curioso  che  ama
                                                               esplorare e nascondersi nei posti più
                                                               insoliti,  che  possano  sembrargli  un
                                                               rifugio  e  rievocargli  una  tana,  tanto
                                                               che chi lo adotta per evitare pericoli
          Sono diverse le citazioni riguardanti l’animale fin dal-  dovrebbe rendere la propria casa a prova di furetto.
          l’antichità  che  lasciavano  presagire  l’incrociarsi  del  È infatti prima di tutto un predatore e anche in casa la
          suo destino con quello dell’uomo. Si ritrova  ad esem-  sua  natura  lo  spinge  a  continui  attacchi  e  insegui-
          pio nelle commedie di Aristofane ed Aristotele per non  menti. Può convivere bene sia con un suo simile che
          parlare degli scritti di Plinio il Vecchio, fino a compa-  con cani o gatti. Non è consigliabile fargli incontrare
          rire persino su tele di famosi pittori.   potenziali prede come cavie o conigli e se ne sconsi-
          Elisabetta I, regina d’Inghilterra e Irlanda dal 1533 al  glia  anche  la  coabitazione  con  bambini  piccoli  per
          1603, amava circondarsene, mentre appena un seco-  l’impulsività e i movimenti bruschi di questi ultimi che
          lo fa, il Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti  potrebbero spaventarlo o provocare incidenti.
          ne consigliò con successo l’acquisto a chi possedeva  Il furetto ha un suo preciso linguaggio del corpo, può
          una  fattoria  per  tenere  sotto  controllo  l’incremento  inarcare la schiena in cerca di grattatine o soffiare e
          demografico dei ratti.                    battere le zampe a terra per manifestare una situa-
          La vita media di un furetto è di otto anni mentre la  zione di disagio, strusciarsi a una gamba e correre
          struttura  fisica  è  di  proporzioni  contenute.  La  lun-  sotto un mobile quasi fosse un invito a nascondino e
          ghezza del corpo, sostenuto da forti e corte zampe, è  perfino scodinzolare gioioso.


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