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Il Forestale n. 78 60 pagine 18-04-2014 14:42 Pagina 35
comportamenti elusivi, spesso ancora più
importanti per conoscere e monitorare lo stato
di salute di specifici ambienti. I ricercatori
spendono il loro tempo per curare la ricerca ed
i monitoraggi, per capire cosa succede nell’am-
biente che ci circonda e per suggerire
correzioni e aggiustamenti. Al termine dei cicli
di ricerca, dopo che si è andati in campo, si è
condivisa una metodologia di lavoro e sono
state tirate le somme, possono venire fuori
interessanti ed utili indicazioni. Anche nel caso
specifico, che prende le mosse dagli allegati II e
IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE, non
sono mancate le novità. La prima è che, pur-
troppo, la normativa vigente è ancora troppo
lacunosa, sia a livello europeo che italiano. Da
un lato si è registrata l’assenza di interi gruppi dei dati raccolti, nonché per gli aspetti legati
zoologici al’interno degli Allegati della alla sistematica. In questo senso la sua diffu-
Direttiva, al punto che numerosi ordini di inset- sione e consultazione sembra essere destinata
ti quali ditteri, rincoti, imenotteri e plecotteri agli specialisti del settore. Ha, però, un altro
sono completamente assenti, pur rivestendo un indubbio valore, legato anche alla semplicità e
ruolo molto importante negli ecosistemi. Di chiarezza di esposizione: ovvero quello di far
contro, altri gruppi soffrono di iper rappresen- crescere la curiosità e di spingere ad osservare
tazione come è il caso dei lepidotteri e dei ciò che ci sta intorno. Dedicando attenzione a
coleotteri, forse perché dotati di maggior creature che reputiamo, a torto, inferiori e che,
“appeal mediatico”. È il caso del Lucanus cervus, invece, sono protagoniste indiscusse dei cicli
comunemente chiamato Cervo volante, dalle naturali ed arricchiscono con i loro colori can-
caratteristiche mandibole molto appariscenti, gianti e con le loro forme, ambienti montani,
che non è sottoposto a una reale minaccia di prati, paludi, boschi e fiumi. Ed il cui silenzio-
sparizione. Inoltre, i ricercatori hanno eviden- so lavorìo è indispensabile per il mantenimento
ziato che il legislatore ha purtroppo omesso delle catene trofiche e l’evoluzione degli habi-
numerose specie di ridotta taglia (inferiori ad tat. Saremo in grado così di uscire all’aperto ed
un centimetro) che, invece, sono effettivamen- apprezzare ancora di più il volo di una libellula
te bisognose di maggiore attenzione, poiché il o di una falena.
loro stato di conservazione è decisamente com-
promesso.
I risultati
Gli esiti della ricerca, quindi, spingono verso
una revisione globale degli Allegati per superare
questa criticità sviluppando anche metodologie
più raffinate che tengano conto della distribu-
zione geografica degli endemismi e delle
contrazioni ed espansioni degli areali dei taxa
nel tempo e dei relativi fattori predisponenti
(c.d. approccio cronogeonemico).
Il libro sugli artropodi italiani non fornisce dati
quantitativi sulle singole specie, ma si prefigge,
piuttosto, di fornire una metodologia comune
per le ricerche future e per la riorganizzazione
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