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                 di controlli e sequestri CITES. La maggior parte
                 di questi si collocano in strutture già operanti sul
                 territorio, in linea con i programmi di intervento
                 per la salvaguardia della biodiversità, rappresen-
                 tando spesso un punto di riferimento in ambito
                 Regionale e a volta centri di eccellenza in ambito
                 nazionale.
                 Il Centro di “Formichella”
                 Gestito dall’UTB di Assisi, unico in Umbria,
                 costituisce un punto di riferimento nella Regione
                 per Enti, privati o per le segnalazioni al 1515, in
                 caso di rinvenimento di un animale selvatico in
                 difficoltà. Nel corso del 2013, in virtù dell’accor-
                 do tra il Corpo forestale dello Stato e il Ministero
                 dell’ambiente, sono stati effettuati importanti
                 lavori di adeguamento delle strutture per ospitare
                 un maggior numero di specie, soprattutto tartaru-
                 ghe terrestri. Attualmente il Centro ospita 278
                 esemplari di tartarughe appartenenti principal-
                 mente al genere “testudo”, protette in Appendice
                 I della Convenzione di Washington. Detenere
                 questi animali comporta spese non indifferenti.  drati di voliere. Il Centro è situato all’interno della
                 Gli animali posti sotto sequestro sono spesso  Riserva Naturale Statale di Montefalcone che vanta
                 malati o feriti e richiedono comunque, prima di  500 ettari di boschi, già riserva di caccia e a lungo
                 essere ammessi nel centro, un periodo di quaran-  azienda di produzione della selvaggina, che un
                 tena con tutta la prassi sanitaria prevista. È stato  tempo  ormai lontano ospitava anche 30 mila ani-
                 stimato dal Centro che una tartaruga terrestre  mali. “L’allora Azienda di Stato per le Foreste
                 ospitata presso la struttura costa al Corpo fore-  Demaniali impiegava la Riserva per acclimatare gli ani-
                 stale dello Stato circa 25 euro all’anno.  mali che poi venivano allevati all'Orecchiella e rivenduti in
                 Nella Riserva Naturale dello Stato di Castel  tutta Italia: starne, pernici e fagiani ma anche cervi e
                 Volturno, in provincia di Caserta, in uno degli  caprioli” racconta Elena Perilli, Capo dell’Ufficio
                 ambienti più rari, cioè l’area costiera dunale,  territoriale per la biodiversità. Da allora tutto è
                 sorge il nuovo Centro di recupero animali selva-  cambiato e di questa vecchia gestione sono rima-
                 tici che dovrebbe ospitare a breve un gruppo di  sti solo i recinti e le voliere che saranno a breve
                 pappagalli posto sotto sequestro dalla CITES.  oggetto di un intervento di recupero e riqualifi-
                 La storia del Centro è recente avendo da poco  cazione per rendere le strutture meno impattanti
                 ottenuto il riconoscimento della Regione   per l’ambiente. Tra gli interventi previsti alcuni
                 Campania per il ricovero di animali feriti o debi-  sono proprio destinati all’arrecchimento ambien-
                 litati.                                    tale delle voliere, con l’inserimento di corde e
                 Considerando la posizione della struttura sul ter-  attrezzature appositamente studiate per i pappa-
                 ritorio, potrebbe divenire a presto un altro centro  galli e posatoi vari realizzati con rami. Si prevede
                 di eccellenza per quelle specie proveniente dai  inoltre di inserire piante, non tossiche per gli ani-
                 Paesi più temperati del globo.             mali, tra le specie vegetali presenti della Riserva
                                                            Naturale come corbezzolo, olivo, melo e olmo. Il
                 La struttura di Montefalcone               tutto a vantaggio degli animali che potranno
                 Il Centro di prima accoglienza CITES gestito  beneficiare non solo di un ambiente salubre ma
                 dall’Ufficio territoriale per la biodiversità di Lucca,  anche simile il più possibile al proprio habitat.
                 rappresenta allo stato attuale uno dei più grandi tra  Ad oggi il Centro di prima accoglienza CITES
                 quelli sopramenzionati, con circa 2000 metri qua-  “Montefalcone” ospita circa 40 esemplari di



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