Page 34 - Forestale N. 67 marzo - aprile 2012
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FORESTALE / Energia sostenibile


          UNA FORESTA





          PER SCALDARSI





          La realizzazione di una centrale a teleriscaldamento
          alimentata a cippato di legno nella riserva  naturale statale

          di Vallombrosa farà risparmiare al Corpo forestale e alle
          comunità locali il trentacinque per cento delle spese

          di Luigi Bartolozzi  e Giovanni Calipò
               sperienza interessante quella intrapresa  quote intermedie (tra i 700 ed i 1.200 m circa).
               nella riserva naturale statale Biogenetica di  Nella fascia sommitale dominano le faggete,
               Vallombrosa gestita dal Corpo forestale  mentre alle quote inferiori sono rappresentate sia
          E dello Stato - Ufficio Territoriale per la  le pinete, che i castagneti ed i boschi misti di lati-
          Biodiversità (UTB) di Vallombrosa. La realizza-  foglie.
          zione di una rete di teleriscaldamento alimentata  L’UTB di Vallombrosa gestisce quotidianamente
          con legno cippato, proveniente dalla stessa area  l’area protetta mediante un Ufficio Tecnico che si
          protetta, si propone come nuova opportunità per
          prospettare ai molti fruitori di questa riserva la
          bontà di una gestione forestale sostenibile per le
          generazioni presenti e future.

          La foresta dei monaci
          L’area protetta si estende su una superficie com-
          plessiva pari a circa 1.273 ettari. L’attuale uso del
          suolo è il risultato della presenza dell’uomo che
          dai primi anni dell’XI secolo ha vissuto in questo
          territorio.
          Nel corso dei secoli, grazie alla presenza ed alla
          fiorente attività dei monaci Vallombrosani, si è
          passati da un’attività strettamente selvicolturale e
          pastorale (XI secolo), ad una sviluppata quanto
          complessa economia agricola di montagna (dal
          XII al XVIII secolo). Nel XIX secolo, con la
          consegna in gestione del comprensorio al dema-
          nio del neonato Stato Italiano, si è sviluppata la
          peculiare attività selvicolturale che tutti gli appas-
          sionati forestali conoscono e tutt’oggi osservano
          su questa montagna. Il comprensorio, interamen-
          te coperto da boschi di alto fusto, si estende tra
          470 e 1.440 m s.l.m. L’abetina è la tipologia fore-
          stale maggiormente rappresentata: si estende alle


                                                                          Il Forestale n. 67 - 37
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