Page 29 - Forestale N. 58 settembre - ottobre 2010
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Identikit


                                                    Il percorso
                                                    Dopo aver superato la Strada Regia Aretina e sor-
                                                    passato l’ufficio postale di Sant’Ellero, la ferrovia
                                                    costeggiava il torrente Vicano per poi attraver-
                                                    sarlo su di un ponte metallico. All’altezza del
                                                    cosiddetto Casotto dell’Omaccio la strada ferrata,
                                                    dopo una prima salita con pendenza del 22 per
                                                    cento, raggiungeva la stazione di Donnini dove
                                                    veniva eseguita la sosta per il carico di carbone
                                                    e acqua e la ferrovia si divideva in due parti, per
                                                    consentire al treno in partenza di scambiarsi con
                                                    quello in arrivo: un manovratore aveva il compi-
                                                    to di azionare lo scambio a mano. Dopo Donnini,
                                                    attraversato un passaggio a  livello posto  sulla
                                                    strada per Reggello, il treno proseguiva salendo
                                                    con pendenze del 13 per cento fino ad arrivare
                                                    alla fermata facoltativa nella stazione di Filiberti.
                                                    Dopo un nuovo rifornimento di carbone, il treno
                                                    iniziava a percorrere la parte più impegnativa
                                                    della linea inoltrandosi prima in una gola, attra-
                                                    versando poi un ponte in muratura posto su un
                iuseppe Telfener nacque a Foggia nel
                1843, da una ricca famiglia originaria  fosso e salendo con pendenza del 22 per cento
         G della Val Gardena, ricco d’inventiva e   sull’Ertone, arrivando infine in località la
          di un notevole senso degli affari, si laureò in  Montanina dove era previsto un nuovo riforni-
          ingegneria e si trasferì in Argentina dove  mento d’acqua. Ripartito dopo questa sosta
          fondò nel 1872 la “Empresa J. Telfener” con  tecnica, il treno percorreva l’ultimo tratto che lo
          la quale si aggiudicò l’appalto governativo  avrebbe portato alla stazione di Saltino, affron-
          per la costruzione di una tratta della linea fer-  tando prima un’ultima pendenza del 27 per
          roviaria tra le città di Cordoba e Tucumàn.  cento che gli consentiva di raggiungere quota
          L’impresa fu ardua a causa di notevoli diffi-  954,25 metri sul livello del mare dopo circa un’o-
          coltà che però seppe abilmente superare   ra dalla partenza.
          tanto da guadagnarsi il titolo di conte con-
          cessogli dal Re Vittorio Emanuele II per il
          gran lustro dato all’ingegneria italiana.
          Nel 1879 sposò Ada Hungerford, figlia di un
          ricco finanziere statunitense, e insieme al
          suocero e ad  altri soci  fondarono una socie-
          tà per la costruzione di una linea ferroviaria
          che doveva unire New York con Città del
          Messico. Dopo l’esperienza americana non
          del tutto felice tornò in Italia ove nel 1890 si
          lanciò, tra l’altro, nell’impresa di Vallom-
          brosa.
          Dopo il fallimento della società ferroviaria si
          ritirò a Roma dove morì nel dicembre del
          1897.


          bagagliaio a due assi provvisto di un piccolo
          scompartimento, nel quale potevano prendere
          posto 10 persone compreso il capotreno.


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