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api sono scomparse. Non è il primo anno che si registra La Cites chiude gli allevamenti di tigri
l'avvento di calabroni provenienti dall’Oriente. I primi avvi-
stamenti risalgono al novembre 2005. Ma secondo un
produttore di bonsai, il calabrone potrebbe essere arriva-
to nel 2004 nelle scatole che contengono ceramiche
cinesi importate regolarmente dalla regione dello Yunnan.
Trovando il clima adatto, i calabroni si insediano nel sud-
ovest occupando 25 dipartimenti in tutto il territorio
nazionale. Alcune api francesi, però, si sono ribellate.
Jacques Longatte, apicoltore vicino a Bordeaux, ha nota-
to che le sue api schierano dei “guardiani” all’esterno
degli alveari. Gli esperti assicurano che, per loro natura, i
calabroni non sono aggressivi nei confronti dell'uomo, a
meno che non li si infastidisca.
Parte il primo impianto eolico off-shore
in Italia La Cites ha da tempo proibito il traffico di tigri o di derivati
da tale animale, molto apprezzati dalla medicina cinese.
Ora ha intimato alla Cina di chiudere gli allevamenti e pre-
sentare entro il 20 ottobre un rapporto sulle misure
adottate e i loro risultati. Gli stati membri della
Convenzione hanno rigettato la proposta di allevare felini
in cattività e la Cina è stata esortata a chiudere i suoi alle-
vamenti: si tratta di una grande vittoria per la tutela delle
tigri allo stato selvatico. Tre dei Paesi in cui vivono le tigri,
ovvero India, Nepal e Buthan, si sono uniti agli Usa per
convincere la Cina a sopprimere gli allevamenti, che ospi-
tano circa 5 mila tigri, e che incoraggiano il governo a
permettere il commercio legale di prodotti provenienti da
© G. Salari questi animali. Sotto la guida di questi stati, i 171 mem-
bri della Cites hanno deciso all’unanimità.
I proprietari degli allevamenti di tigri hanno fatto pressio-
Sorgerà a pochi chilometri dalle coste molisane, precisa- ne sul governo affinché si revochi il divieto che incombe
mente di fronte alla costa di Petacciato, tra le spiagge di da 14 anni su questo commercio, per vendere legalmen-
Termoli e quelle di Montenero di Bisaccia il primo impian- te prodotti di tigre come il vino a base di ossa e le carni.
to eolico off shore d'Italia, una realtà già molto diffusa nel Questa possibilità ha confermato che le carcasse vengo-
nord Europa. no conservate con la speranza che il divieto sul
Cinquantaquattro pali alti 80 metri con eliche lunghe 5 commercio venga cancellato.
metri, capaci di generare una potenza complessiva di Secondo gli ambientalisti un commercio legale di prodot-
162 megawatt, che produrranno energia elettrica per ti a base di tigri allevate aumenterebbe la domanda e
450 milioni di chilowatt orari, sufficienti a soddisfare il permetterebbe a persone senza scrupoli di rilanciare sul
bisogno di 120 mila famiglie. Inutile sottolineare come mercato i prodotti provenienti da tigri allo stato selvatico
la nostra regione, dotata di ben altre forme di produzio- vittime dei bracconieri. Inoltre il numero delle tigri è tal-
ne di energia elettrica, soddisfi già di gran lunga il mente precario da non permettere che si rischi
proprio fabbisogno. Il Ministero dell'Ambiente, che ha ulteriormente.
dato il via libera al progetto, prevede che consentirà di La perdita dell’habitat e la caccia di frodo ai danni delle
evitare l'emissione nell'atmosfera di circa 420 mila ton- tigri e delle loro prede, non fronteggiati da sforzi adegua-
nellate di anidride carbonica, 600 tonnellate di anidride ti delle autorità per conservarne la popolazione, hanno
solforosa, 800 di ossidi di azoto, 43 di polveri, consen- portato ad una spropositata diminuzione delle tigri. Questi
tendo un risparmio di circa 90 mila tonnellate felini al momento raggiungono solo il 7 per cento del loro
equivalenti di petrolio. minimo storico.
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