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vita del corpo
L’INTELLIGENCE CONTRO LA
FOLLIA DEGLI INCENDIARI
Con l’istituzione del Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi il Corpo forestale dello Stato si dota
di una struttura operativa altamente specializzata nella prevenzione e repressione di questo
grave fenomeno criminale. Una squadra agile che nasce dall’alto grado di professionalità
raggiunto dal Corpo nella lotta agli incendi.
Si chiama Nucleo Investigativo Antin- raro Scanio per dare una risposta tem- gli incendiari o anche limitarsi a se-
cendi Boschivi, la nuova struttura di in- pestiva ed incisiva all’entrata in vigo- gnalare fatti rilevanti.
telligence del Corpo forestale dello re del 423 bis, il nuovo articolo del co- Si intensifica così l’attività di control-
Stato voluta dal Ministro delle politi- dice penale contro gli incendi boschi- lo che attraverso le strutture territoriali
che agricole e forestali, Alfonso Peco- vi. A quindici giorni dalla sua co- del Corpo ha portato dal 1 gennaio ‘99
stituzione il Nucleo, che si av- a giugno 2000 alla denuncia di 389 pre-
vale della collaborazione dei 15 sunti autori di incendi, 660 i delitti con-
settori regionali e degli 87 nuclei nessi a quelli contestati. Complessiva-
provinciali di polizia forestale, mente 46.000 i controlli e 2.200 gli il-
ha già individuato e provveduto leciti amministrativi che hanno portato
ad assicurare alla giustizia quat- a sanzioni per un miliardo e 200 milio-
tro autori di incendi. Ma l’atti- ni di lire. 5.704 le notizie di reato con-
vità investigativa che dispone tro ignoti. “L’augurio - ha detto il Mi-
anche di una dettagliata mappa nistro Pecoraro Scanio - è che con l’ap-
degli incendi e di una banca dati provazione del recente decreto antipi-
infotizzata non è sufficiente se romani e con l’istituzione del Nucleo
non supportata da una parteci- Investigativo Antincendio Boschivi si
pazione sociale al fenomeno. possa dare presto un volto a una giusta
Così il NIAB ha provveduto ad pena anche a quei 5.700 incendiari che
istituire un proprio numero te- scarrozzano impuniti per l’Italia. De-
lefonico 06-4747314 al quale vono sapere che, per loro, riuscire a far-
ogni cittadino potrà denunciare la franca, da oggi, è più difficile”.
LA GENTE COMINCIA A PARLARE
Si incrina il muro di omertà e disinteresse che protegge gli autori degli incendi. Parla il Comandante del NIAB che
traccia un primo bilancio dell’attività svolta dalla nuova struttura del Corpo.
“Stiamo già raccogliendo i primi frutti del maggiore coordinamento nelle indagini, nonostante esistiamo da meno di un
mese”. A parlare è Giuseppe Vadalà neo comandante del NIAB, la task-force che per ora conta solo dieci uomini super se-
lezionati. Siciliano, trantasette anni, laureato e specializzato alla scuola di perfezionamento delle forze di polizia, un passato
in commissione ecomafie ma nella Forestale da sempre, Vadalà sorride se lo si paragona a Ultimo il leggendario capitano
dei carabinieri che ora si occupa anche lui di difesa ambientale.
Di quale strumenti di indagine disponete?
“Il Nucleo ha lo scopo di coordinare le altre strutture del Corpo che si occupano di reati ambientali. Una squadra snella ma
capace di ottimizzare il lavoro della periferia, senza intralciare l’operatività dei colleghi... Il valore aggiunto alla nostra azione
è la concentrazione sull’attività informativa che stiamo potenziando al fine di costruire una banca dati aggiornata su incendi
e incendiari, uno strumento investigativo indispensabile. Uno sforzo immane che deve essere però supportato dalla collabo-
razione dei cittadini. E per la prima volta sembra che la gente abbia cominciato a collaborare senza timori.
La strategia adottata è precisa. Si va sul territorio, lo si studia, si cerca di capire i fenomeni economici e sociali. I roghi si
combattono andando sul posto, parlando con i nostri colleghi, tracciando uma mappa delle attività economiche e delle
caratteristiche degli incendi. È un lavoro delicato anche perché piromani ed incendiari lasciano pochissime tracce”.
Vadalà è convinto che in alcuni casi c’è un’unica regia dietro alle fiamme e che i piromani in attività siano almeno un centi-
naio. “A livello locale molto spesso è così e ci sono legami con la criminalità organizzata e le organizzazioni della malavita
come la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra. Ma a livello nazionale non credo che ci siano connessioni”.
Le pene più severe sono un buon deterrente?
“Sono un ulteriore strumento che non risolve il problema ma rafforza la lotta. Purtroppo ci sono state annate come questa e
anche peggiori”.
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