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pensieri e spensieri



          gestivo, Celestino visse per circa due anni con alcu-
          ni suoi compagni.
          Pochi chilometri più a sud si apre la Valle dell’Orfen-
          to. Il suo centro più antico tutt’ora abitato è Decontra,
          un borgo dalle case in pietra. In passato era la dimora
          stabile dei pastori che periodicamente scendevano a
          valle per pascolare e abbeverare il bestiame.
          ...Quella natura si trova ancora intatta alla Riserva na-
          turale Valle dell’Orfento, la prima ad essere stata isti-
          tuita in tutto l’Abruzzo. In alcuni punti si presenta dolce,
          solare e ridente, in altri coperta da un fitto bosco a cui
          fa da tappeto una multitudine di foglie secche. È una
          valle ricca di acque e, nei pressi di piccole sorgenti usa-
          te in passato dai pastori o dai contadini, fiorisce una del-
          le specie uniche della Majella, la pinguicola florii, una
          piccola pianta insettivora dal viola intenso.
          La mia prossima tappa è l’Eremo di Sant’Onofrio al     G. Di Cesare - Panda Photo
          Morrone, l’ultimo eremo che Celestino fece costruire
          dopo il 1290. Fu qui che egli trascorse gli ultimi gior-
          ni. Oggi è stato quasi  completamente ricostruito, ma la
          parte più suggestiva rimane l’antica grotta situata sot-  L’ambiente della Majella, così ricco e vario, non è so-
          to l’eremo.                                          lo il frutto dell’opera della natura; nei millenni l’uomo
          Siamo arrivati nell’alta Valle dell’Orfento e la mia gui-  ha contribuito inconsapevolmente alla sua formazio-
          da, che è un grande esperto e conoscitore di eremi, mi  ne, sostituendo i boschi di quercia e carpino nero con i
          sta portando  a visitare l’eremo di San Giovanni. Per  campi da coltivare e quelli di faggio con i pascoli.
          raggiungerlo bisogna fare un percorso un pò partico-  Una delle testimonianze più interessanti e caratteristi-
          lare, salire su di una scala scavata nella roccia e qua-  che della sua presenza si trova poco più a nord dell’ere-
          si strisciare fino a ciò che resta dell’antica chiesa e del-  mo di Santo Spirito a Majella, nella Valle Giumantina...
          l’eremo scavato nella parete.                        sono le capanne in pietra a secco che in passato, soprat-
          Ma i luoghi scelti dall’uomo, alla ricerca di una spiri-  tutto nel versante pescarese del massiccio, venivano
          tualità, difficile da trovare nel mondo, paiono non fini-  usate dai pastori. Per questa umile gente rappresenta-
          re mai qui sulla Majella.                            vano le abitazioni più economiche e veloci da costrui-
          Ai limiti della valle dell’Orfento, infatti, affacciato su  re, proprio perché il materiale che serviva loro si trova-
          una gola stretta e selvaggia, si trova l’eremo di Santo Spi-  va in abbondanza sulla maiella. Le tecniche usate era-
          rito a Majella, uno fra i più antichi di questa montagna.  no molto semplici: le pietre venivano disposte in file
          ... Ma eccomi di nuovo in viaggio... intorno a noi è sem-  concentriche, sporgenti, in modo progressivo, verso
          pre questa natura così selvaggia...                  l’interno ed in alto veniva lasciata una piccola apertura
                                                               per far uscire il fuoco del focolare e per permettere alla
                                          G. Di Cesare - Panda Photo  luce del sole di penetrare ad illuminare l’interno.
                                                               L’Eremo di Sant’Onofrio la cui fondazione è legata ad
                                                               una leggenda. Pare che qui, in epoca remota, fosse ap-
                                                               parsa l’immagine sacra del Santo, la quale, nonostante
                                                               il trasferimento nella chiesa parrocchiale, ritornò sul
                                                               posto, lasciando le sue impronte lungo il tragitto.
                                                               Mentre alcuni religiosi scelsero l’isolamento nei luo-
                                                               ghi più impervi della Majella, altri preferirono condurre
                                                               una vita più vicina alla comunità civile, all’interno di
                                                               conventi o abbazie. Una fra le più antiche e suggestive
                                                               si trova qui vicino, nei pressi di Serramonacesca. È
                                                               un’abbazia benedettina, le cui origini sembra addirit-
                                                               tura che risalgono a Carlo Magno.
                                                               Poco distante, nascosta fra le montagne, ai confini del-
                                                               la Riserva Naturale, incontriamo la piccola chiesa co-
                                                               struita nella grotta di S. Angelo di Palombaro.
                                                               Il viaggio è finito, con questa immagine negli occhi la-
                                                               sciamo il Parco per tornare, non senza rimpianto, fra il
                                                               chiasso della città.

          In basso ed in alto a destra: Eremo di Santo Spirito a Maiella
                                                                                                     LICIA COLÒ

                                                                                                             21
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