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pensieri e spensieri
IL RAPPORTO FRA NATURA E SPIRITUALITÀ
MAJELLA SACRA
Viaggio tra natura e storia alla scoperta dei luoghi dello spirito
nascosti nel cuore del massiccio abruzzese.
l mio viaggio di oggi ha inizio da prima volta soltanto qualche anno fa; il nostro sorvola-
Sulmona, una deliziosa cittadi- re è veloce e siamo già su di una specie di altopiano, è
I na abruzzese, famosa, perché la Valle della Femmina Morta. Pochi giri di pala e sia-
conosciuta come capitale del confet- mo arrivati sopra il paesino di Fara San Martino, dove
to. Perché partire proprio di qua? Non ci sono le famose Gole.
soltanto per soddisfare la mia golo- Il nostro volo termina perché il cuore del Parco ci at-
sità, mangiandomi forse un confetto, tende. Ci dirigiamo verso il versante di Pescara, dove
ma perché sono alle pendici della incontriamo la riserva della Valle dell’Orta, compresa
Majella, dove potrò vedere un ambiente straordinario, fra il Massiccio della Majella e quello del Morrone.
ricco di specie selvatiche e di spiritualità. Sulla Majella sono molti gli ambienti ed i microclimi
Il massiccio è proprio davanti a noi e lo possiamo os- che si alternano con una straordinaria varietà di specie,
servare ancora spruzzato di neve. talvolta rare ed altre addirittura uniche e sono molti gli
Da lontano è una montagna dalle linee dolci e dall’a- angoli ancora selvaggi, conservati quasi intatti nello
spetto uniforme, apparentemente priva di paesaggi scorrere dei millenni. È per questo motivo, per la sua
suggestivi. solitudine ed il suo silenzio, per le sue gole, i suoi an-
Mano a mano che ci si avvicina, la sua selvaggia bel- fratti ed i suoi canyon, che la Majella è considerata una
lezza emerge con sempre maggior vigore: valloni pro- montagna sacra, in cui uomini e religiosi da sempre han-
fondi, gole, canyon e sconfinati altopiani di alta quota no cercato rifugio.
si rincorrono e ci catapultano in mezzo ad una natura Fra questi ricordiamo Frà Pietro da Morrone, un mo-
quasi del tutto incontaminata. naco benedettino che visse per tanti anni proprio fra
Per questa sua particolarità è entrata a far parte del si- queste montagne.
stema delle aree naturali protette ed è diventata uno dei Sono molti sulla Majella gli eremi in cui visse l’ere-
nuovi Parchi Nazionali Italiani. mita. Alcuni esistevano già prima del 1000, altri so-
Ad accompagnarmi in questo viaggio sono alcuni agen- no stati costruiti successivamente.
ti del Corpo forestale dello Stato di Caramanico Terme Abbiamo lasciato la Valle dell’Orta e poco più a sud
che subito m’invitano a visitare, a Popoli, il centro re- a 600 metri di quota, nel Vallone del Santo Spirito, si
cupero degli animali selvatici, al cui interno vivono trova un eremo anteriore al Mille, quello di San Bar-
alcuni esemplari di lupo appenninico. tolomeo di Legi. In questo luogo estremamente sug-
Qui mi aspetta un’altra sorpresa...
Bamby è un cervo. Ha pochi anni di vita ed è stato tro-
vato un pò di tempo fa che aveva soltanto quindici gior-
ni ed era veramente piccolo. Purtroppo aveva perso la
madre, per cui se non fossero intervenuti i forestali non
sarebbe riuscito a sopravvivere. Adesso vive in que-
st’area molto vasta, ma non potrà essere più reintro-
dotto nel suo ambiente naturale perché ormai si è trop-
po abituato alla presenza dell’uomo. Il viaggio conti-
nua alla scoperta di nuovi personaggi ed in breve scopro
che in questi ambienti aspri e salvaggi, ove, da sempre
hanno trovato dimora numerose specie di animali, og-
gi è tornata la lontra.
Per poter avere un’idea della grandiosità di questa
montagna ora è necessario fornirci di ali quindi, non es-
sendo aquile, non ci resta che salire su di un rumoroso
elicottero, sperando di non violare troppo il silenzio di
questa terra.
Stiamo sorvolando il massiccio della Majella, una del-
le montagne più importanti dell’Appennino centrale.
Poco più avanti passiamo sopra ad un canyon inacces- G. Di Cesare - Panda Photo
sibile, la Valle dell’inferno, che è stato esplorato per la S. Bartolomeo in Legio
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