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Un punto di incontro tra medicina e agricoltura: il “Molecular Pharming”
Tabella 1 - Potenziali vantaggi del Pharming
Modesta dotazione di impianti
Facilità di incremento del livello produttivo
Immagazzinamento, conservazione e spedizione
senza particolari accorgimenti
Possono essere prodotti più vaccini in uno stesso organo/tessuto
Gli organi vegetali sono esenti da patogeni
che potrebbero attaccare l’uomo
Distribuzione vantaggiosa attraverso l’alimentazione sia dell’uomo
che degli animali eliminando costi per siringhe e materiale annessi
È sufficiente un’assistenza medica ridotta
Elimina il timore per la vaccinazione attraverso siringa
(soprattutto per i bambini)
È importante ricordare che le piante possono essere utilizzate come
biofabbrica anche di molecole endogene, come l’acido acetilsalicilico o
gli oppiacei, semplicemente operando modifiche a carico dei geni che
regolano le vie biosintetiche in modo da aumentare i livelli di espres-
sione basali.
Circa il 70% degli attuali prodotti farmaceutici sono o derivano da
prodotti naturali ed in massima parte dalle piante.
Sebbene siano passati soltanto 14 anni da quando il Pharming è
entrato a far parte del mondo scientifico, i lavori, e di conseguenza le
conoscenze acquisite dagli studi prodotti, suggeriscono che l’utilizzo
delle piante come “bireattori” per produrre vaccini e proteine ad alto
valore biologico, sarà una vera e propria realtà in un prossimo futuro.
Il primo caso di proteina ricombinante di interesse farmaceutico sin- .3
tetizzata nelle piante si è avuto nel 1986 con l’ormone della crescita
umano, ma solo nel 1990 Curtiss e Cradinean presentarono il primo oI-n
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