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Aspetti vegetazionali della Murgia
La progressiva rarefazione delle formazioni boschive ad opera del-
l’uomo ha lasciato spazio ad una vegetazione semi-naturale di tipo
secondario ed arbustivo rappresentata da lembi di macchia mediterra-
nea sempreverde (Foto 1).
Foto 1 - Lembi di macchia mediterranea (foto G. Campanile)
Tra gli arbusti di macchia sono da citare il lentisco (Pistacia lentiscus
L.), l’alaterno (Rhamnus alaternus L.), la fillirea (Phillirea latifoglia L.), il
viburno (Viburnum tinus L.), la ginestra odorosa (Spartium junceum L.),
l’olivastro (Olea oleaster L.), la cornetta dondolina (Coronilla Juncea L.), il
ginepro rosso (Juniperus oxycedrus L.) e il ginepro fenicio (Juniperus phoe-
nicea L.). Alquanto rari nelle formazioni a macchia sono il corbezzolo
(Arbutus unedo L.) e l’erica arborea (Erica arborea L.). Gli aspetti di mac-
chia a ginepri e a sclerofille sempreverdi si inquadrano dal punto di
vista fitosociologico nella classe Quercetea ilicis e nell’ordine Pistacio-
Rhamnetalia alterni. Le aree di macchia ripetutamente percorse da incen-
dio mostrano una copertura più rada e discontinua e sono definibili più
propriamente garighe. In esse si riscontra la presenza di diverse specie
dette “pirofile” cioè adattate agli incendi. Tra le più tipiche specie piro-
file vi è il cisto di Montpellier (Cistus monspeliensis L.), il cisto rosso
(Cistus incanus L.) e il cisto femmina (Cistus salviiolius L.). Nelle aree
caratterizzate da affioramento roccioso sono presenti lembi di gariga a .3
timo arbustivo (Thymus capitatus L.) e a euforbia spinosa (Euphorbia spi- oI-n
nosa L.). La gariga in generale occupa ambienti assolati e aridi e i suf- n
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