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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano
Fig. 6 - Agro di Bernalda, loc. “Metaponto”, aree di saggio dal n. 19 al n. 20
Distribuzione del numero di piante in funzione del diametro a 1,30
da terra
Le zone omogenee rappresentate dalle aree di saggio n. 3, 14 e 20
sono quelle più povere; tale condizione deriva, o dalla scarsa densità o
perché rappresentate da piante di piccolo diametro.
Le condizioni opposte si verificano nelle aree di saggio n. 2, 9 e 13,
risultate, fra tutte, quelle con maggiori provvigioni legnose.
Le figure 4, 5 e 6 riportano, per ogni area di saggio, in totale
venti, la distribuzione del numero di piante in funzione delle classi
diametriche.
Tutto sommato le curve rappresentate sono tipiche di popolamenti
coetanei senza rilevanti anomalie. L’unica area di saggio con spezzata
atipica è quella della n. 4 poiché rappresentata da ben 2 curve a causa
dell’assenza delle classi diametriche di 10 e 15 cm.
La pineta di “Lido Quarantotto-San Basilio” (Tabella 3 e Fig. 7),
anch’essa della seconda classe di fertilità, mediamente, è rappresen-
tata da un popolamento di 609 piante per ettaro, con diametro
medio di 26,77 cm, altezza dendrometrica media di 14,29 metri,
area basimetrica di 34,368 mq, volume legnoso di 268,74 mc ed
incremento annuo medio per ettaro di 7,90 mc. Se consideriamo
che un bosco di P. d’Aleppo della stessa fertilità ed età, in condi-
zioni di normalità produce mediamente, per ettaro, 236 mc di
massa legnosa, con un incremento medio annuo di 6,70 mc, se ne .3
deduce che il nostro bosco mediamente possiede un surplus di oI-n
32,74 mc. n
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