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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano
Come si può vedere dalla tabella 3, l’aumento della massa legnosa sul
dato medio deriva dalla maggiore produzione nelle aree di saggio n. 3,
4 e 7, legata a sua volta alla eccessiva densità; tale dato, solo apparente-
mente positivo, in realtà non è desiderabile in quanto buona parte delle
piante che vi partecipano alla formazione della provvigione legnosa
sono rappresentate da alberi sottomessi e seccaginosi che aumentano il
quantitativo di necromassa e quindi il pericolo verso gli incendi e la
recettività agli attacchi del Blastofago che in questa zona pullula abbon-
dantemente.
La pineta dell’agro di Scanzano Jonico (Tabella 4 e Fig. 8), ricondu-
cibile a una fertilità tra la seconda e la terza classe, mediamente, è rap-
presentata da un popolamento di 855 piante per ettaro con diametro
medio di 19,25 cm, altezza dendrometrica media di 12,38 metri, area
basimetrica di 23,73 mq, volume legnoso di 153,03 mc ed incremento
medio per ettaro di 4,37 mc.
Questa pineta è certamente la più controversa da interpretare in ter-
mini dendro-auxometrici; infatti, poiché nel corso della sua crescita è
stata in più occasioni vittima di incendi e, conseguentemente, soggetta
a altre rinnovazioni sia di origine naturale che artificiale, il popolamen-
to attuale potrebbe non essere più coetaneo e, quindi, il confronto con
i boschi a densità normale non è più praticabile.
5.2. Rinnovazione spontanea - Per lo studio della diffusione spontanea
della rinnovazione sono stati tracciati in ogni area di saggio altrettanti
transetti a forma circolare e con raggio di 3 metri partendo dalla pian-
ta centrale di ognuna di esse.
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