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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano


            caratterizzare con le tecniche di seguito descritte i parametri necessari
            a quantificare il fenomeno.


            5.1. Strato arboreo - Lo studio dello strato arboreo è stato possibile rea-
            lizzarlo dopo aver impostato 38 aree di saggio distribuite in modo
            omogeneo in tutte le località considerate. Ogni area campione, a forma
            circolare e della superficie di 500 mq, è stata individuata praticando sul
            tronco degli alberi posti sul margine esterno della circonferenza un seg-
            mento di vernice rossa indelebile.
               I dati necessari allo studio, raccolti dopo il taglio di diradamento
            all’interno delle aree di saggio, sono consistiti nel rilevare per ogni
            pianta due diametri a 1,30 metri da terra e ortogonali fra loro; inoltre,
            sono state misurate con apposito ipsometro, su tutta la superficie
            d’intervento, un campione di 125 altezze dendrometriche. Con l’ela-
            borazione si sono desunti elementi di giudizio che ci hanno consen-
            tito di bene inquadrare la situazione strutturale del complesso bosca-
            to. Quindi, si sono ottenute tabelle che ci apprestiamo a commentare
            facendo, tra l’altro, specifico riferimento alla situazione “normale”
            scaturita da apposita tavola alsometrica elaborata per il P.d’Aleppo
            (Castellani et al. 1980-82). Altresì, sono state determinate per ogni
            località l’altezza dominante, l’età media e la classe di fertilità.
               La pineta di Metaponto (Tabella 2 e Fig. 4, 5 e 6), con la seconda
            classe di fertilità, mediamente, è rappresentata da un popolamento di
            662 piante per ettaro, con diametro medio di 22,78 cm, altezza den-
            drometrica media di 11,93 metri, area basimetrica di 25,466 mq,
            volume legnoso di 148,47 mc ed incremento medio annuo per etta-
            ro di 5,71 mc.
               Se consideriamo che un bosco di P. d’Aleppo della stessa fertilità ed
            età, in condizioni di normalità, produce mediamente, per ettaro, 180 mc
            di massa legnosa, con un incremento medio annuo di 7,20 mc, deducia-
            mo che il nostro bosco mediamente possiede un deficit di 31,53 mc.
               Tale negatività, in verità non molto accentuata, prevalentemente,
            è da attribuirsi alla carenza di altri tagli intercalari che con la loro     .3
            omissione è venuto a mancare l’effetto incrementale che normal-              oI-n
            mente ne deriva.                                                             n
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