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Cambiamenti climatici a scopo militare


               nei palazzi della politica, di una certa politica, quella ovviamente legata
               alle posizioni di estrema sinistra, sostenute anche da alcuni parlamen-
               tari russi.
                  Quanto c’è di vero in queste affermazioni? Ci sono realmente pro-
               getti volti a fare del clima una macchina da guerra più potente dell’ato-
               mica?
                  Ho voluto affrontare l’argomento in Apocalisse nera, il romanzo edito
               da Mursia, che chiude la trilogia dell’apocalisse, apertasi nel 2003 con la
               pubblicazione di Apocalisse bianca. Ebbene il libro, in uscita a gennaio
               2006, prova a trasformare queste supposizioni, questi sospetti, in real-
               tà e traccia scenari, neanche a dirlo, apocalittici, con la natura pronta a
               ribellarsi e con le prospettive di una carestia senza precedenti che tra-
               volge non solo l’economia ma le primarie fonti di sussistenza dei prin-
               cipali Paesi industrializzati, con il rischio di tornare ai tempi della clava
               e della pietra.
                  La modificazione artificiale del tempo è un progetto che parte da
               lontano, dagli anni Sessanta, ai tempi della guerra fredda. Qualcuno
               propose di bonificare le aree ghiacciate spruzzandogli sopra sostanze
               che assorbono la luce solare, ad esempio della fuliggine. Il fine?
               Promuovere ad aree agricole zone altrimenti abbandonate a sé stesse.
                  Altra bizzarra proposta, quella di spargere sugli specchi lacustri una
               pellicola chimica innocua ed insapore per impedire l’evaporazione del-
               l’acqua ed averne così un maggior quantitativo a disposizione. Ecco poi
               le bombe H utilizzate per spianare le montagne, ad esempio le Alpi, in
               modo da riorientare i flussi dei venti. Una delle più folli è sicuramente
               ascrivibile al russo Chernkov, che propose di usare navicelle spaziali per
               costruire un anello di polvere di potassio intorno alla Terra simile a
               quello di Saturno. In questo modo si sarebbe realizzato il sogno del-
               l’eterna estate con notevoli progressi agricoli.
                  Poi, negli anni Settanta, arrivò il progetto americano denominato
               “Stormfury”, che aveva lo scopo di indebolire gli uragani sfruttando le
               proprietà dei cristalli di ioduro d’argento, che fungono da nuclei di con-
               gelamento per le goccioline soprafuse nelle nubi temporalesche. In que-
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               sto modo sarebbe stato liberato calore; da qui la creazione di un secon-
               do occhio all’interno del ciclone; sarebbe aumentata la pressione nel
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