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il questore intimerà al soggetto di non proseguire con le condotte persecutorie,
avvisandolo che, se non dovessero cessare, non solo il reato diventerà
procedibile d’ufficio (di regola a querela) ma che potrà ulteriormente essere
applicata, in sede di giudizio, un’aggravante. Proprio per la sua efficacia
preventiva, l’ammonimento può essere richiesto solo fino a che non sia stata
esposta una formale querela. Con il Decreto Caivano si è ampliata la sfera di
applicazione di tale istituto anche ai minori. Infatti, ad oggi, sarà possibile
procedere con l’ammonimento anche verso un minore (maggiore di anni 14) che,
verso altro minore, abbia commesso i seguenti reati: percosse (581), lesioni
(582), violenza privata (610), minaccia (612), o per episodi di danneggiamento
(635). Eppure, la vera novità su questo tema è un’altra. Con il Decreto Caivano
sarà possibile ammonire anche un minore di età compresa tra i 12 e i 14 anni
(quindi a tutti gli effetti non imputabile, ex art. 97 cp), che abbia commesso un
reato punito con pena non inferiore nel massimo a 5 anni; inoltre, in questo
specifico caso, il prefetto potrà comminare una sanzione amministrativa
(compresa tra i 200 e i 1000 euro) al genitore, o a colui che era tenuto a
sorvegliarlo, che sia stato inadempiente degli obblighi educativi e di controllo. In
entrambe le situazioni, deve necessariamente essere avvertito il Procurato della
Repubblica presso il tribunale dei minorenni.
In conclusione di questo breve contributo, quello che tutti noi ci auguriamo è che
queste misure si rivelino efficaci ed in grado di prevenire e contrastare la
criminalità minorile, nella tutela del minore e dell’intera collettività. Condotte
violente e criminali in soggetti minori, c’è da considerare, non sono sempre
causate da una devianza mentale o comportamentale originaria del minore, ma
provengono molto spesso da influenze esterne al soggetto quali ad esempio: il
contesto sociale nel quale egli è calato, dall’educazione impartitagli o dalle
impossibilità di accesso a risorse ricreative e sociali idonee. In definitiva,
nonostante la società appaia sempre più chiusa e poco attenta alle
problematiche individuali e che sembri trascurare sempre più i valori del vivere
civile, l’obiettivo deve essere quello di migliorare l’intero substrato sociale,
affinché, rimuovendo tutte le fonti di input “tossici”, si possa evitare che soggetti
particolarmente fragili, come i minori, perseguano le strade rapide ma altamente
impervie della criminalità.
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