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Roma, potenza e simbologia: dai boschi sacri al “miglio d’oro”


                  menti che si sono succeduti, fino ad arrivare alle ultime modifi-
                  che apportate durante il ventennio.
                  La vegetazione, oggi, visibile è costituita prevalentemente da
                  pini domestici, lecci, cipressi, ulivi ripiantati in epoche successi-
                  ve, comunque già presenti in epoca romana. Possiamo, però,
                  ricordare due particolarità molto interessanti che attraggono
                  l’interesse dei visitatori e degli appassionati.
                  Nella zona dei Fori, davanti ai Rostri, si trova una zona quadra-
                  ta non pavimentata: qui si trovavano  gli alberi simbolici del
                  fico, dell’olivo (sacro a Giove e Minerva, simbolo di pace e pro-
                  sperità) e della vite (il vino era tenuto in grande considerazione
                  nell’antichità), che sono stati ripiantati in epoca recente.
                  Inoltre, sulla via di S. Gregorio, la cosiddetta via triumphalis, a
                  ridosso del Colle Palatino e vicino ai ruderi dell’acquedotto
                  Claudio, fa bella mostra di sé un albero di Giuda o siliquastro
                  (Cercis siliquastrum, L. 1758) il cui nome deriva dal termine greco
                  kerkís “navicella” o “spola” e dal latino siliqua “baccello”, in rife-
                  rimento alla forma dei frutti.
                  L’esemplare, in ottimo stato, è stato inserito dal Corpo forestale
                  dello Stato nel primo censimento degli alberi monumentali e, con
                  la sua splendida fioritura, dona una nota di colore ai luoghi ove è
                  nata e si è sviluppata la civiltà latina cui siamo tutti debitori.



                                                           BOX APPROFONDIMENTI

                   SILVANO: IL TUTORE DEGLI ISPETTORI FORESTALI




                         ilvano era il nume dei confini (tutor finium). I boschi pro-
                         miscui ed i poderi erano tutelati da tre Silvani, uno
                   Sdomestico, tutore della casa e della corte; uno agreste,
                   protettore del gregge; il terzo orientale, ossia del confine, su
                   cui gli soleva esser consacrato un bosco. Egli era l’antico Giove
                   e Mercurio ed era il tutore degli Ispettori forestali, dei nego-
                   zianti di legname, dei segatori e carpentieri e dei dendrofori
                   (artigiani addetti alla lavorazione ed allo smercio del legname)
                   che lo veneravano come custode delle selve.



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