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Roma, potenza e simbologia: dai boschi sacri al “miglio d’oro”



                   Le origini del Palatino
                   Secondo la mitologia romana, il Palatino (più precisamente il
                   pendio paludoso che collegava il Palatino al Campidoglio,
                   chiamato Velabro) fu il luogo dove Romolo e Remo vennero
                   trovati dalla Lupa che li tenne in vita allattandoli nella “Grot-
                   ta del Lupercale“, forse recentemente localizzata. Secondo
                   questa leggenda, il pastore Faustolo trovò gli infanti e, assie-
                   me a sua moglie Acca Larentia, allevò i bambini. Quando
                   Romolo, ormai adulto, decise di fondare una nuova città, scel-
                   se questo luogo.
                   La  casa Romuli effettivamente era una capanna ricostruita e
                   restaurata più volte, situata nell’angolo nord-ovest della colli-
                   na, dove poi sorse la casa di Augusto. Scavi del 1946 hanno
                   effettivamente trovato in questo sito resti di capanne dell’età
                   del Ferro, confermando appieno la tradizione leggendaria.
                   Il nome del colle aveva la stessa radice di quello della dea
                   Pales, alla quale era dedicata l’antichissima tradizione della
                   festa delle Palilia o Parilia, che si tenevano il 21 aprile e che
                   coincidevano col giorno della fondazione della città.
                   Aveva sede qui anche la festa dei Lupercalia, legata alla miti-
                   ca lupa (Luperco è il difensore dei lupi): partendo dalla grotta
                   del Lupercale, ai piedi del Palatino, una processione di sacer-
                   doti-lupi vestiti di pelli caprine si dirigeva verso il Tevere e poi
                   faceva il giro del colle frustando chiunque venisse a loro tiro
                   soprattutto le donne: era un rito di fecondità. La leggenda dei
                   mitici gemelli allattati dalla lupa ci è pervenuta in redazioni
                   ben più tarde di queste tradizioni, a partire da Tacito.
                   Gli Imperatori Romani costruirono i loro palazzi sul Palatino.
                   Le rovine dei palazzi di Augusto, Tiberio e Domiziano sono
                   ancora visibili. Lo stesso termine palazzo deriva dal Palatium
                   latino, a sua volta derivante da Palatino.
                   Dal XVI secolo il colle fu proprietà della famiglia Farnese e fu
                   occupato dagli Horti Palatini Farnesiorum, o Giardini, tuttora in
                   parte conservati al di sopra dei resti della Domus Tiberiana.








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