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I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella
La forma di governo a tutt’oggi più diffusa è quella a ceduo, con
16.552 Ha di superficie, corrispondenti al 58% del totale forestale: si
tratta per la maggior parte di cedui di Faggio e secondariamente di latifo-
glie submediterranee. Di questi ultimi, in particolare di quelli di Rove-
rella e di quelli di Cerro, preoccupa la loro frammentazione: la superfi-
cie media, infatti, rispettivamente di 22 e 8 Ha, appare inferiore alla
soglia minima dei 25 Ha necessaria, secondo alcuni ultimi studi, affinché
una cenosi forestale possa sviluppare al suo interno un ambiente nemo-
rale e quindi avere un minimo di stabilità ecologica.
L’alto fusto interessa invece una superficie di 12.214 Ha (pari al
42,46% della superficie boscata): anche qui prevale quello di Faggio
(8.103 Ha, pari al 66,3% dei boschi d’alto fusto), mentre una superficie
molto limitata è occupata dalla cerreta (266 Ha, pari al 2,2% dei boschi
d’alto fusto), limitata alla parte meridionale del Parco. Circa le forma-
zioni di Pino mugo, estese 879 Ha (pari al 7,2% delle formazioni d’alto
fusto), va specificato che anche i boschi da esso edificati sono stati inseri-
ti in questa forma di governo, in ragione della loro origine gamica. Com-
pletano il quadro i non meno importanti e numerosi rimboschimenti di
conifere, soprattutto a dominanza di Pino nero, estesi per 2.751 Ha (pari
al 22,5% degli alto fusti) e le pinete naturali di Pino nero, con il citato
nucleo di Fara San Martino esteso per 28 Ha (pari solo allo 0,2% della
superficie ad alto fusto).
Ceduo di Faggio matricinato
SILVÆ - Anno V n. 11 - 265

